Comunicato stampa Associazione Luca Coscioni
Una ricerca esclusiva sarà pubblicata domani domenica da Agenda Coscioni, in uscita abbinata con il quotidiano Terra
Su 66 società quotate in Borsa prese in esame solo 11 redigono il “bilancio sociale” e, tra queste, solo 8 indicano il numero di persone disabili assunte: 6.745 rispetto alla 13.343 che deriverebbero dalla osservanza della legge n. 68/1999 ("Norme per il diritto al lavoro dei disabili"). Le multe che le 8 società dovrebbero pagare per queste violazioni della legge ammontano ad oltre 57 milioni di euro, ma la maggior parte delle aziende preferiscono rischiare multe elevate piuttosto che assumere persone disabili. In generale, le quote di riserva di posti di lavoro per disabili previste dalla legge 68/1999 non sono coperte integralmente. Il tasso di inadempienza è stimato intorno a 40% e risulta più elevato per le grandi imprese (con oltre 50 addetti) rispetto a quelle con 15-50 addetti.
Sono questi alcuni dei dati più importanti e inediti che risultano dagli studi del gruppo di lavoro sulla disabilità della Associazione Luca Coscioni, coordinato dal prof. Alberto Zuliani, già presidente dell’ISTAT e presidente della Fondazione “Handicap – dopo di noi”. Ai risultati del gruppo di lavoro è dedicata un’ampia parte del prossimo numero del mensile “Agenda Coscioni”, che sarà in edicola domenica 1° novembre assieme al quotidiano “Terra”.
Dalle relazioni di Alberto Zuliani e di un altro membro del gruppo di lavoro – Alessandro Solipaca, responsabile del sistema informativo sulla sanità dell’ISTAT- risultano molti altri dati rilevanti:
– Sono circa 3 milioni le persone con disabilità comunque importanti, seppure a diversi livelli. I gravissimi sono circa 1.500.000. Un problema particolare è rappresentato dal “dopo di noi”: si stima che il 50% delle persone disabili vivrà senza genitori e quindi senza il loro sostegno per venti anni in media.
– La spesa per l’assistenza assorbe approssimativamente in Italia l’1, 6% del PIL: 25 miliardi di euro, destinati per due terzi alle persone con più di 65 anni. Un problema che si aggraverà con l’invecchiamento della popolazione. I 25 miliardi corrispondono a quanto si potrebbe ricavare dalla abolizione delle province o dal recupero di un quarto dei 100 miliardi di evasione fiscale
– Tra le persone con disabilità soltanto il 3,5% è occupato (a fronte del 49% per il resto della popolazione). Solo il 17% ha fatto ricorso ai centri per l’impiego previsti dalla legge 68. Il 30,9% ha trovato lavoro grazie ad aiuto di parenti o conoscenti; il 20% attraverso un concorso pubblico; il 16% grazie ad annuncio o invio di curriculum.
– Altri due problemi gravi emersi nel gruppo di lavoro riguardano le barriere architettoniche e l’immobilismo del governo nel campo degli ausili tecnici volti ad agevolare la mobilità dei disabili.