RU486 – VIALE “TUTELARE LE DONNE COME NEGLI ALTRI PAESI EUROPEI. PERCHE’ NON POSSO OFFRIRE I METODI MIGLIORI ALLE MIE PAZIENTI?”

silvio vialeSilvio Viale, il medico che da anni si batte per l’introduzione anche inItalia del mifepristone (il vero nome della RU486) poche ore prima della riunione del CdA dell’AIFA, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“E’ una strumentale ipocrisia che la salute della donna sia citata contro la Ru486,

come se la loro salute non fosse tutelata nei Paesi europei che la usano. Non mi risulta che in Francia, Svezia, Svizzera o Germania le donne siano torturate con la RU486. Se si ammette l’aborto, pur rimanendo contrari in linea di principio, è naturale che al medico ed alla donna siano forniti tutti gli strumenti per potere scegliere secondo scienza e secondo coscienza. Chi vuole bloccare la RU486 in realtà vuole limitare entrambe, la scienza e la coscienza. Mi auguro che il CdA dell’AIFA sappia lasciare fuori dalla porta i furori ideologici. Da un punto di vista legale la 194 parla di interruzione della gravidanza e “aborto” è quando la gravidanza si interrompe e non quando avvengono l’espulsione o l’estrazione, che possono coincidere o avvenire successivamente. Non a caso si parla di aborto interno, o ritenuto, quando la gravidanza si interrompe senza l’espulsione dell’embrione.. Perché, come medico, non posso offrire i metodi migliori alle mie pazienti? Forse perché sono solo delle donne? Fossi il CdA dell’AIFA eviterei brutte figure lasciandole al ministro e al relatore dell’indagine del Senato.”