Oggi su un quotidiano è raccontata la vicenda di Carlo Gaidano, che ripropone la necessità di garantire la massima assistenza ai malati gravi. E’ una battaglia che combattiamo da anni per fornire a tutte le persone gli strumenti di comunicazione. Non vi è quindi alcuna contraddizione tra la battaglia di Welby per sospendere la respirazione artificiale e quella di Gaidano di continuare a vivere nelle condizioni che la medicina gli potrà permettere. Sono due facce della stessa medaglia. Gaidano non è l’anti-Welby, come Welby non è l’anti-Gaidano. Osservo solo che la decisione di Welby è maturata dopo molti anni di malattia, una malattia annunciata e progressiva, mentre Carlo Gaidano è stato colpito all’improvviso da una malattia che non si aspettava. Apprezzo e rispetto la fede di Carlo Gaidano come parte della stessa battaglia di libertà che ha condotto Piergiorgio Welby. Il 13 luglio consegneremo in comune, insieme a Beppino Englaro, le firme per un registro dei testamenti biologici perché venga riconosciuta la volontà di ognuno di noi, di Piergiorgio Welby e di Carlo Gaidano. Saremmo lieti se Carlo Gaidano e i suoi familiari potessero essere con noi.
Un Welby a Torino – Viale (radicali) ”Ma non e’ un anti-Welby”
Silvio Viale (Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni)