Dichiarazione di Gustavo Fraticelli e Josè De Falco rispettivamente Consigliere Generale e Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni
Si segnala, che, la trasmissione “Exit”di “La7”, del 18 marzo u.s, ha ospitato il Ministro Brunetta per affrontare il tema generale dei "fannulloni", poi, come risvolto della problematica, si è passati a parlare dell’efficienza della pubblica amministrazione, mandando in onda un servizio sugli sprechi nel campo degli ausili per disabili. Tale servizio, anche grazie all’intervento della Dott.ssa Agati, ha evidenziato molto bene, oltre allo sperpero di risorse, anche come la decisione sull’idoneità del tipo di ausilio, nella prassi, sia di esclusiva pertinenza dei rivenditori degli ausili e, non, viceversa, scaturente dal disabile in collaborazione con il medico specialista dell’SSN, con il risultato che gli stessi ausili, molto spesso, si rivelano non conformi alla specifica esigenza della persona con disabilità. A commento del servizio il Ministro Brunetta ha detto che gli sprechi nel campo della protesica si ridurranno fortemente nel giro di un anno perchè "avrebbe deciso di mettere on line il tutto".A tale proposito l’Associazione “Luca Coscioni” domanda al Ministro come faccia a mettere on line il “Nomenclatore della protesica per i disabili”, visto lo stesso è fermo da circa 6 mesi nelle more della procedura di approvazione.
Per risolvere finalmente la “questione nomenclatore”, l’Associazione Luca Coscioni parteciperà al sit-in previsto giovedì prossimo presso la Conferenza Stato – Regioni, promosso da tutto l’associazionismo del settore per far rispettare le tante promosse che in questi mesi il governo ha fatto in tema di protesica.
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Riportiamo inoltre il comunicato della dott.ssa Agati, presidente CSR – Confindustria-Federvarie, in merito a quanto evidenziato dalla trasmissione Exit ritenendolo utile per un ulteriore approfondimento e condividendone i rilievi critici rispetto all’operato del Governo
AUSILI: E’ IL SISTEMA CHE E’ CORROTTO, NON GLI OPERATORI!
Questa inchiesta di Exit sugli ausili mette bene in evidenza l’assoluta inadeguatezza del sistema di erogazione di protesi ed ausili alle persone con disabilità. Purtroppo getta sulle ortopedie e sulle ASL la responsabilità degli sprechi e della non appropriatezza delle forniture, creando anche i presupposti perché si possa pensare ad una certa complicità dell’assistito (perché la mamma ha accettato ausili che non le servono? Perché un paraplegico si “fa dare” un quod al posto della carrozzina?): occorre che sia ben chiaro che le responsabilità non stanno negli operatori né, tantomeno, negli assistiti: NON E’ PROPRIO COSI’. Se fosse così, la soluzione sarebbe più facile, perché basterebbe far rispettare le regole. La responsabilità sta, invece, tutta nel sistema, che è assolutamente inadeguato a gestire un settore così delicato, importante ma complesso come quello dell’erogazione degli ausili alle persone con disabilità nell’ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza, garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Prima di tutto sono inadeguati gli elenchi: sono stati redatti nel 1995 (anche se poi il decreto è uscito nel 1999) e quindi le descrizioni rappresentano le caratteristiche di prodotti che erano sul mercato quasi quindici anni fa. Le tariffe sono ferme dal 1998 (quindi oggi è quasi impossibile garantire – coi prezzi del 1998 – gli stessi prodotti e la stessa qualità e funzionalità di allora ) mentre sono entrati sul nostro mercato prodotti qualitativamente molto diversificati, in particolare molti prodotti cinesi di bassissima qualità, a prezzi ovviamente molto bassi (ben più bassi delle tariffe): quello che può tranquillamente succedere è che lo stato paghi molto più del loro valore prodotti di infima qualità!
E questo può avvenire perché il Nomenclatore non contiene l’elenco dei prodotti veri (marca, modello e prezzo) che possono essere erogati, ma soltanto dei codici e delle descrizioni generiche, quindi l’assistito non sa IN CONCRETO a cosa ha diritto, e chi lo consiglia può dargli di tutto: sia prodotti adeguati, sia prodotti che c’entrano ben poco con quello che paga lo stato (come ad esempio, in certi casi i quod al posto di carrozzine elettroniche) sia, anche, prodotti di qualità e valore ben inferiori a quello che le attuali tariffe permetterebbero. Naturalmente a farne le spese è la persona meno competente e più fragile, quella che non è assistita da un buon team riabilitativo e da un prescrittore attento e responsabile, quella che capita in mano ad ortopedie più disinvolte: per fortuna ci sono ancora molti circuiti virtuosi, ma … bisogna essere fortunati! Quante famiglie, quante persone non sono in grado di pretendere il prodotto a cui avrebbero diritto in ragione della tariffa che passa lo stato?
Fino a che useremo elenchi e descrizioni fatte nell’anno 1995 e mai più aggiornate per erogare ausili nell’anno 2009; fino a quando la persona con disabilità sa che ha diritto ad una carrozzina, ma da nessuna parte è scritto a quale carrozzina reale (cioè a che marca e che modello) ha diritto, i diritti non saranno esigibili e non sarà possibile né protestare perché lo stato dà prodotti di qualità non adeguata (come faccio a protestare se non so se posso avere un catorcio o un buon prodotto) né poter effettuare una vera scelta: sarà sempre in balia di buoni e cattivi consiglieri.
Lo Stato non può assegnare agli operatori la responsabilità di sprechi, inefficienze e malcostume, responsabilità che è soltanto sua.
Il ministro Turco aveva completato una BELLA riforma dell’assistenza protesica, A COSTO ZERO.
Il ministro Sacconi l’ha ritirata, promettendone una versione migliorata entro l’ottobre scorso.
Il sottosegretario Martini ha lavorato seriamente e velocemente per completare i lavori della revisione, ed entro ottobre la nuova versione dell’Assistenza protesica era pronta, buona, e sempre A COSTO ZERO.
COSA ASPETTA ORA IL GOVERNO A FARE QUESTO DECRETO??? Brunetta ha un solo modo per cancellare questi sprechi: dire a Sacconi che l’uscita dei LEA non può più aspettare.
Maria Teresa Agati, presidente CSR – Confindustria-Federvarie
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A questo link si può rivedere la puntata della trasmissione Exit in oggetto (dopo 12 minuti circa c’è il servizio sugli ausili ed il commento di Brunetta):
http://www.la7.it/blog/post_