RADICALI: DEPOSITATA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE PER ISTITUZIONE DEL REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI AL CUMUNE DI TORINO

 

RADICALI: DEPOSITATA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE PER ISTITUZIONE DEL REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI AL CUMUNE DI TORINO
 
Oggi è stata depositata presso gli uffici comunali di Torino, una proposta di delibera di iniziativa popolare per l’istituzione del registro dei testamenti biologici. La delibera, promossa dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta e dalla Cellula Coscioni torinese, chiede l’istituzione di un registro al quale consegnare le dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari.
Silvio Viale, Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, è il primo firmatario della proposta. Occorreranno 1500 firme di cittadini torinesi per depositare il testo e farlo discutere dal Consiglio comunale.
Nei prossimi giorni analoga iniziativa verrà realizzata a Novara.
 
Dichiarazione di Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaidre Aglietta) e Alessandro Frezzato (Presidente della Cellula Coscioni di Torino)
“Su iniziativa dei Radicali, dopo Roma, anche Torino comincia la raccolta firme su un testo di delibera che chiede l’istituzione del registro dei testamenti biologici. Se il testo da noi proposto dovesse essere approvato le iscrizioni nel Registro avverranno tramite consegna di una dichiarazione che evidenzi la volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari in caso di malattia, lesione cerebrale irreversibile o patologia invalidante, che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali in una fase in cui non si è più in grado di manifestare il proprio consenso o il proprio rifiuto della terapia. Sarà naturalmente possibile aggiornare o sostituire in toto tali dichiarazioni. Le dichiarazioni presenti nel registro dovranno essere consegnate al direttore sanitario o al legale rappresentante dell’istituto, dell’azienda sanitaria o dell’azienda ospedaliera in cui la persona non più in grado di esprimere il proprio consenso dovesse essere ricoverata. Questa è la nostra risposta all’attuale deriva fondamentalista in atto che mira ad eliminare le possibilità di libera scelta per i cittadini. Con questo provvedimento, che speriamo moltissimi vorranno sostenere con la propria firma, chiediamo al Comune di Torino di fare una scelta di laicità e di libertà, di dare un chiaro segno nei confronti del Parlamento che, su questi temi, non rappresenta affatto le convinzioni degli italiani. Lo ribadiamo: ogni scelta è legittima e va rispettata; ciò che non può essere accettato è l’imposizione a tutti di un’unica visione, di un’unica fede, di un’unica via”.
 
Torino, 3 marzo 2009