MONASTIER (TREVISO), 7 FEB – «La Chiesa è tornata ai tempi dell’Inquisizione. La differenza è che allora ti torturavano per farti dire ciò che non volevi, adesso ti torturano per tenerti in vita contro la tua volontà». Con un filo di voce, Paolo Ravasin, da nove anni immobilizzato dalla sclerosi laterale amiotrofica (Sla) in un letto di una casa di cura nel trevigiano commenta così con l’ANSA gli ultimi sviluppi del caso di Eluana Englaro. «Ha ragione il Capo dello Stato perché il governo vuole procedere su una via incostituzionale», afferma Ravasin, che nei mesi scorsi aveva registrato in video il suo testamento biologico in cui rifiuta alimentazione e idratazione artificiali nel momento in cui non sarà più in grado di bere e mangiare da solo. «Prima della legge viene la Costituzione – conclude – e prima della Costituzione c’è la Dichiarazione universale dei diritti umani». (ANSA)