Fac simile di esposto – denuncia per denunciare i luoghi di pena che violano le norme penitenziarie e i diritti della persona detenuta

Riportiamo qui di seguito ed in allegato, la denuncia elaborata dall’ Avv. Alessandro Gerardi a seguito dell’attività ispettiva dell’ on. Rita Bernardini presso l’istituto di pena "San Vittore"

La denuncia –  nella parte in diritto – presenta  i riferimenti normativi utilizzabili ogniqualvolta in un istituto pena viene violato il regolamento penitenziario e/o vengano gravementi lesi i diritti fondamentali della persona detenuta. 

Invitiamo tutti coloro che abbiano vissuto queste condizioni o siano a conoscenza di situazioni analoghe a quelle descritte ed abbiano intenzione di denunciarle di contattare l’ Associazione Luca Coscioni all’indirizzo mail info[at]lucacoscioni.it 

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Alla
Procura della Repubblica
presso il Tribunale di
M I L A N O

ATTO DI DENUNCIA / QUERELA

I sottoscritti on.le Rita BERNARDINI nata a Roma, il … e dott. Giorgio INZANI, nato a Cremona, …, entrambi elettivamente domiciliati presso lo studio dell’avv. Alessandro Gerardi, sito in …,
p r e m e s s o

 1.che alle ultime elezioni politiche nazionali l’istante Rita Bernardini è stata eletta alla Camera dei Deputati nelle liste del Partito Democratico;

 
 2.che il 30 novembre 2008 i denuncianti hanno effettuato una visita ispettiva presso la Casa Circondariale di Milano “San Vittore”;
 

 3.che secondo i dati forniti dagli ispettori presenti durante la visita, in quel momento a San Vittore erano presenti circa 1300 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 700 posti;
 

 4. che la datazione della struttura carceraria in questione risale all’Ottocento, il che comporta una carenza di spazi utilizzabili e una loro distribuzione poco sfruttabile dal punto di vista degli investimenti in attività, oltre che condizioni igieniche assolutamente precarie;
 

 5.che da diversi anni, inoltre, all’interno dell’istituto penitenziario milanese sono in corso drastici lavori di ristrutturazione che interessano a turno uno dei raggi detentivi, ciò a riprova del fatto che la struttura non è conforme alle indicazioni contenute nel Regolamento di esecuzione dell’Ordinamento Penitenziario;
 

 6.che comunque la conseguenza immediata di questi lavori di ristrutturazione è una riduzione della capienza della struttura che, non essendo compensata da una riduzione dei flussi di ingresso in istituto, si traduce in un ulteriore peggioramento delle condizioni di sovraffollamento nei raggi non ancora ristrutturati;
 

 7.che nel predetto carcere la presenza degli stranieri è pari al 70% del totale dei reclusi, mentre i detenuti tossicodipendenti sono circa 250;
 

 8.che nel reparto destinato ai detenuti comuni, in celle di circa dieci metri quadrati, l’esponente ha trovato accorpate anche sei persone che dormono in letti a castello di due o tre piani; i letti occupano la quasi totalità dello spazio, tanto da impedire ai detenuti di stare in piedi tutti contemporaneamente, peraltro nelle celle, quando le persone ospitate sono sei e vi sono due letti a castello composti ciascuno di tre piani, non è possibile aprire la finestra e, di conseguenza, risulta impraticabile il ricambio d’aria all’interno del luogo di detenzione;
 

 9.che i servizi igienici sono inadeguati e le docce comuni sono insufficienti per garantire a tutti i detenuti l’utilizzo quotidiano delle stesse, il che impone ai reclusi la turnazione delle docce anche nei mesi estivi;
 

 10.che nella Casa Circondariale in questione il riscaldamento è mal funzionante, di tal che sia nelle celle che nei corridoi la temperatura è molto rigida e c’è un tasso di umidità altissimo, il che costringe i detenuti ad indossare cappotti o giubbotti anche all’interno delle celle;
 

 11. che non tutti i detenuti sono in possesso di vestiario adeguato; alcuni extracomunitari incontrati durante la visita ispettiva, ad esempio, indossavano magliette a maniche corte e/o camicie leggere nonostante avessero più volte chiesto di ricevere capi di abbigliamento più pesanti;
 

 12. che nel reparto “comuni”, le mura ed i soffitti sono sporchi e fatiscenti; il pavimento è sudicio e la presenza di scarafaggi è all’ordine del giorno;
 

 13. che all’interno delle celle le lenzuola vengono cambiate ogni 40 giorni in quanto la lavanderia non funziona da tempo;
 

 14. che a causa dell’eccessivo sovraffollamento riscontrato nel carcere in oggetto, il livello di promiscuità è così allarmante che insieme ai detenuti cosiddetti “comuni” convivono sieropositivi, malati di epatite, tubercolotici e persone affette da scabbia;
 

 15. che per i motivi suesposti i detenuti sono costretti a vivere in condizioni di elevato degrado umano anche ventuno ore al giorno, e c’è addirittura chi preferisce non usufruire del cosiddetto “camminamento” durante gli orari previsti per non correre il rischio, soprattutto quando le condizioni meteorologiche sono particolarmente inclementi, di prendersi un malanno;
 

 16. che solo a una minoranza particolarmente esigua della popolazione carceraria presente nella Casa Circondariale di San Vittore è consentito lavorare, mentre per tutti i restanti detenuti non sarebbero consentite attività di socializzazione, di lavoro e di formazione;
 

 17. che le condizioni degradanti in cui versano i detenuti sono state riscontrate dai denuncianti anche nel cosiddetto reparto “protetto”, laddove vengono reclusi i transessuali e le persone imputate o condannate per reati sessuali;
 

 18. che a causa delle condizioni di elevato degrado riscontrate nella predetta struttura carceraria, a giudizio dei sottoscritti denuncianti esistono seri rischi per la salute dei detenuti e degli stessi agenti di polizia penitenziaria, oltre al rischio di diffusione di malattie infettive;
 

 19. che stante la situazione esistente all’interno del carcere di “San Vittore”, molti reclusi, soprattutto extracomunitari, rischiano di sprofondare in una grave crisi depressiva che potrebbe indurli a compiere “gesti insani”;
 

 20. che nonostante da diverso tempo più persone abbiano denunciato la grave situazione di fatiscenza del penitenziario milanese, ad oggi non sono stati adottati i provvedimenti più urgenti e necessari per tamponare l’emergenza e rendere almeno un po’ più sicuri e salubri gli ambienti di lavoro e di detenzione;
 

 21. che pertanto attualmente la situazione all’interno del carcere di “San Vittore” continua ad essere al limite della tollerabilità, senza considerare che, viste le condizioni decrepite dei soffitti, in qualsiasi momento pezzi di cemento potrebbero staccarsi dai muri per colpire detenuti e poliziotti penitenziari;
 

 22.che a seguito della visita ispettiva eseguita in data 30/11/2008, la sottoscritta denunciante, on.le Rita Bernardini, ha depositato una interrogazione parlamentare a risposta scritta nella quale si chiede al Ministro della Giustizia cosa intenda fare per riportare il carcere di San Vittore nella legalità e, soprattutto, “se ritenga di dover urgentemente intervenire per scongiurare il rischio della diffusione di malattie infettive, per salvaguardare l’incolumità dei detenuti e del personale e per tutelare la salute psico-fisica dei detenuti” (all. n. 1);

 23. che ad oggi l’interrogazione parlamentare non ha avuto alcun tipo di riscontro;

 24. che peraltro secondo quanto riportato da un articolo apparso su La Repubblica in data 14/12/08, a San Vittore i pasti sono addirittura insufficienti a soddisfare il fabbisogno della popolazione carceraria ed è sempre maggiore il numero dei reclusi che non riesce ad accedere al sopravvitto, cioè i beni supplementari che i detenuti possono acquistare nello spaccio del carcere con il proprio denaro, di tal che “dallo scorso luglio spesso è capitato che i carcerati delle ultime celle rimanessero a bocca asciutta o che si siano dovuti accontentare degli avanzi”;

 25. che stando a quanto dichiarato dallo stesso Garante dei diritti dei detenuti della provincia di Milano, dott. Giorgio Bertazzini, “in alcune sezioni del sesto raggio, su 140 detenuti si è riusciti a garantire il pasto a 90, sicché spesso sono dovute intervenire le associazioni di volontariato per garantire la fornitura di pacchi alimentari e finanche dei rotoli di carta igienica”;

 26. che l’art. 27, comma 3, della Costituzione, prevede che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato;

 27. che il trattamento penitenziario deve essere realizzato secondo modalità tali da garantire a ciascun detenuto il diritto inviolabile al rispetto della propria dignità sancito dagli artt. 2 e 3 della Costituzione; dagli artt. 1 e 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea del 2000; dagli artt. 7 e 10 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1977; dall’art. 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali del 1950; dagli artt. 1 e 5 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948; nonché dagli artt. 1, 2 e 3 della Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa del 12/02/1987, recante “Regole minime per il trattamento dei detenuti” e dall’art. 1 della Raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa dell’11 gennaio 2006 sulle norme penitenziarie in ambito europeo;

 28. che l’art. 4 delle “Regole penitenziarie europee” stabilisce che “la mancanza di risorse non può giustificare condizioni di detenzione che violino diritti umani”;

 29.che il diritto alla salute, sancito dall’art. 32 della Costituzione, rappresenta un diritto inviolabile della persona umana, insuscettibile di limitazione alcuna ed idoneo a costituire un parametro di legittimità della stessa esecuzione della pena, che non può in alcuna misura svolgersi secondo modalità idonee a pregiudicare il diritto del detenuto alla salute ed alla salvaguardia della propria incolumità psico-fisica;

30. che ai sensi dell’art. 1, commi 1 e 6, della Legge n. 354/1975, “il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona”, dovendo altresì essere attuato “secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti”;

 31. che le predette condizioni detentive producono nelle persone recluse uno stato di forte avvilimento a causa delle continue sofferenze morali e psico-fisiche, in quanto alle stesse risultano soppressi i diritti più elementari garantiti dalla Costituzione, dagli ordinamenti giuridici e dalle Convenzioni internazionali;

32.che le privazioni imposte ai reclusi del carcere di San Vittore sono dovute alla grave trascuratezza omissiva di cui si sono resi responsabili nel corso del tempo le autorità e gli organi statali e/o comunali preposti all’amministrazione e gestione dell’istituto penitenziario de quo, i quali in tutti questi anni hanno costantemente pretermesso i comportamenti attivi specificamente richiesti dalla concreta situazione esistente all’interno del carcere milanese;

33.che l’art. 13, comma 4, della Costituzione punisce “ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”; di tal che, sulla base di quanto disposto dall’art. 571 c.p., le possibilità applicative dell’uso dei mezzi disciplinari, necessariamente leciti, devono essere comunque “limitate” e/o “ristrette” a tutela del principio costituzionale appena ricordato;
 

34. che considerate le gravi e perduranti ricadute che la predetta situazione di degrado e di fatiscenza della struttura carceraria in questione produce o rischia di produrre sulla salute e sulla incolumità psico-fisica dei detenuti e del personale di polizia penitenziaria, i sottoscritti On.le Rita Bernardini e dott. Giorgio Inzani,
sporgono denuncia/querela
affinché si proceda nei confronti dei responsabili dell’amministrazione e della gestione della struttura carceraria indicata in premessa, chiedendone espressamente la punizione a norma della legge penale per l’eventuale ricorrenza dei reati di cui agli artt. 328, 571 e 572 c.p. e/o per tutti i reati che l’Ill.ma S.V. vorrà ravvisare nei fatti sopra esposti.

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I sottoscritti in qualità di denuncianti si riservano di integrare la prova orale e documentale e nominano difensore di fiducia l’avv. Alessandro Gerardi, del Foro di …, con studio …, Via …, presso il quale eleggono domicilio ai fini del presente procedimento. Conferiscono delega per il deposito del presente atto presso le Autorità competenti al Sig. …, nato a … il … e residente in …, Via …
Milano lì, 12.01.2009

On.le Rita BERNARDINI
Dott. Giorgio INZANI
(le firme sono vere e autentiche)
(avv. Alessandro GERARDI)
 

Si allega: Copia dell’interrogazione parlamentare rivolta dall’on.le Rita Bernardini al Ministro della Giustizia depositata in data 09/12/2008.