“E’ giusto che le posizioni di dissenso e contrasto siano esplicitate e conosciute dall’opinione pubblica e non restino confinate nel chiuso degli addetti ai lavori. Fin da ora, comunque, chiedo che si voti la posizione che si intende assumere”.
Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, parlamentare radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni
Domani avrà luogo la seconda (e ultima) sessione dell’assemblea dei Gruppi del PD per discutere quale posizione assumere sul testamento biologico e il fine vita, e dibattere la possibilità di raggiungere una posizione comune da opporre a quella del Governo e del centro-destra.
Chiedo, formalmente, ai presidenti Soro e Finocchiaro che al dibattito di domani sia assicurata la massima pubblicità. E’ giusto che le posizioni di dissenso e contrasto siano esplicitate e conosciute dall’opinione pubblica, e non restino confinate nel chiuso degli addetti ai lavori. Questa richiesta peraltro si iscrive nel più generale criterio di pubblicità di noi radicali che, attraverso “Radio Radicale” e i nostri siti internet consentiamo a chiunque voglia, di conoscere i nostri dibattiti, siano congressi, riunioni di direzione o altro.
La precedente riunione, a porte chiuse, ha ottenuto il prevedibile risultato che sono emerse all’esterno, e sulla stampa, posizioni che non riflettevano con esattezza l’andamento del dibattito; non è neppure mancato chi, su siti internet, ha fornito valutazioni rispettabilissime, ma che sono e restano a livello individuali.
La conoscenza è l’elemento base per la democrazia; in particolare su temi delicati come questi che ci accingiamo a dibattere, credo sia utile, necessario e opportuno che tutti siano messi in condizione di sapere cosa fanno, e intendono fare, i parlamentari che in loro nome legiferano.
Per parte mia confermo la validità del progetto di legge presentato dai parlamentari radicali, che, come tutti i sondaggi demoscopici ampiamente documentano, recepisce la volontà della maggioranza del Paese; fin da ora chiedo che comunque la posizione che si intende assumere sia adottata attraverso una votazione tra noi parlamentari.