Englaro/Ass. Coscioni: “Scienza e Vita inverte i diritti per attaccare strumentalmente i suoi avversari”

Dichiarazione di Alessandro Capriccioli, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica e responsabile del portale "Soccorso Civile"

Scienza e Vita ha commentato il ricorso della Procura di Milano contro la sentenza sul caso Englaro affermando che esso "restituisce speranza a quanti credono che la vita debba essere tutelata dal concepimento alla morte naturale e che a nessuno possa essere attribuito il diritto di togliere la vita ad un altro essere umano".

Appare fin troppo evidente quanto la realtà sia ben diversa da come Scienza e Vita la presenta: nessuno ha mai ipotizzato, infatti, che esista un diritto di chicchessia a sottrarre l’alimentazione e l’idratazione artificiali a Eluana Englaro: quello che si chiede venga riconosciuto, piuttosto, è il diritto di Eluana a vedere rispettata la propria volontà in relazione al proprio corpo e alla propria salute.

Ci piacerebbe attribuire la palese "inversione dei diritti" contenuta nella dichiarazione di Scienza e Vita ad una interpretazione superficiale della vicenda: appare assai più probabile, tuttavia, che essa rientri nell’ampia strategia mediatica volta a presentare coloro che si battono per la libertà di scelta e per il diritto all’autodeterminazione come un manipolo di assassini pronti a legittimare qualsiasi efferatezza: cosa che avvenne, tanto per fare un esempio, anche durante la vicenda di Piergiorgio Welby.

Invitiamo quindi Scienza e Vita a riformulare le proprie considerazioni in modo più conforme alla realtà dei fatti, nella speranza che le inesattezze contenute nelle sue dichiarazioni possano essere attribuite a semplice ingenuità, e non alla volontà di sottrarsi al dibattito attaccando strumentalmente i propri avversari.