di Carlo Troilo, della direzione dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
In attesa della pubblicazione degli atti del seminario "Riforme urgenti per la disabilità e la vita indipendente", organizzato dalla Associazione Luca Coscioni e svoltosi a Roma sabato 7 giugno, con la partecipazione dei maggiori esperti italiani della materia, mi sembra interessante anticipare i principali dati numerici sulla disabilità in Italia, emersi dagli interventi del prof. Alberto Zuliani, ordinario di statistica a "La Sapienza" e presidente della Fondazione "Handicap – Dopo di noi", e del dottor Alessandro Solipaca, responsabile sistema informativo sulla sanità dell’ISTAT.
L’ISTAT stima che i disabili in Italia siano quasi tre milioni. La loro condizione incide naturalmente (specie nei casi più gravi) anche sulle famiglie di appartenenza, per cui si può calcolare che circa 15 milioni di italiani siano, direttamente o indirettamente, interessati al problema: un quarto della popolazione totale. Si tratta di una dimensione approssimata per difetto perché considera solo le disabilità fisiche e sensoriali di rilievo. Inoltre, il rapido e continuo aumento della vita media (gli italiani sono secondi solo ai giapponesi) aumenta il numero dei "disabili per vecchiaia", per lo più non autosufficienti. Sempre secondo l’ISTAT, un quinto della popolazione over 65, cioè due milioni di persone, va considerata disabile: un dato che in proiezione passa a più di 2.700.000 entro il 2010.
Il reddito disponibile di una famiglia è risultato in media pari a circa 43.700 euro nel 2007. Il costo di assistenza annuo per una persona disabile medio-grave in una casa famiglia che ospiti un nucleo di 4-5 persone, quindi con economie di scala, è pari a circa 50.000 euro. In una residenza protetta, il costo unitario può aumentare anche sensibilmente. Si tratta, in ogni caso, di oneri generalmente insostenibili per le famiglie. La necessità di pagare di tasca propria un minimo servizio di assistenza domiciliare può senza fatica distruggere i risparmi di una vita e non soltanto di cittadini a reddito basso o medio.