Sla, Ass.Coscioni: Morire di burocrazia in Lucania

Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo radicale e segretario dell’Associazione Luca Coscioni e Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani

La signora Rocca Dimonte di Bernalda, ammalata di Sla da 10 anni, è morta senza aver avuto, come desiderava, la possibilità di tornare a parlare con l’ausilio di un comunicatore vocale a controllo oculare, che ha atteso per mesi. Ad impedirglielo è stata l’ottusità della buracrazia italiana e in particolare lucana della Asl di Matera. Ci siamo immediatamente attivati con le sole armi che possediamo: la parola, il dialogo e la capacità di lottare per rivendicare il rispetto di un diritto.

Il 28 marzo, dopo il nostro intervento presso il direttore generale della Asl 4 e la segnalazione inviata all’assessorato regionale alla sanità, finalmente Lucrezia, la figlia che si era rivolta inizialmente all’Associazione Coscioni, riusciva a protocollare la richiesta. Nelle settimane successive, di fronte alle lentezze riscontrate, abbiamo ripetutamente sollecitato la Asl e l’assessorato ad accelerare la pratica. Non è servito a nulla. Il 1 giugno la signora Rocca Dimonte è deceduta senza poter tornare a parlare.

La signora Rocca è morta di Sla, certo, ma anche di burocrazia. Il tempo per i malati di sla è una risorsa scarsa e i tempi della burocrazia rappresentano di fatto una condanna a morte. Ci aspettiamo, ora, che a ogni livello nazionale e regionale si prendano urgentemente le misure necessarie perché gli interventi legislativi non siano resi inutili da una macchina burocratica inefficiente.