15enne-Viale:”L’avvocato ha sbagliato e fa male a metterla in politica. I giornali dicano che la 194 non prevede aborto coatto”

Lette le dichiarazioni dell’Avv. Laura Ferretti, Silvio Viale interviene per ricordare all’avvocato che nessun medico, in nessun caso, avrebbe praticato una IVG sulla minore contro la propria volontà, poiche la 194 non prevede l’aborto coatto.

Silvio Viale ha divulgato la seguente nota:

"L’avvocato ha sbagliato a divulgare la notizia e fa male a metterla in politica, perché il primo compito nostro, di medici, e suo, di avvocato, è di tutelare la ragazza e la sua salute psichica. L’avvocato sa bene che non vi era alcun pericolo che la minore fosse sottoposta ad aborto contro la propria volontà ed avere reso pubblica la storia attuale e quella della gravidanza precedente rischia di creare disagi e problemi futuri. Di fronte ad una minore, come professionisti, abbiamo l’obbligo di mettere da parte i nostri interessi personali.

I guasti di una pubblicità inopportuna sono imprevedibili e incalcolabili. L’avvocato dice di non avere reso pubblico il nome, ma quante ragazze di quindici anni gireranno con il pancione per Pordenone o per qualche paese della provincia? Non si rende conto di avere trasformato in un "reality" le vicende privata di una minore e della sua famiglia alle prese con i propri problemi? Se davvero i genitori erano convinti di potere costringere la ragazza ad abortire, bastava fargli capire che non era possibile per legge, come mi è personalmente capitato di recente a Torino. Nel caso torinese, né io e né il movimento per la vita, entrambi a conoscenza del caso, abbiamo ritenuto di doverlo divulgare e strumentalizzare, nonostante le continue polemiche tra noi. Ed è proprio il riferimento al dibattito in corso, addotto dall’avvocato come giustificazione, che mi indigna, come non posso accettare quello alla libertà di stampa, che tradiscono la consapevolezza di chi sa che ha può giustificare l’allarmismo che ha creato. La legge italiana non prevede che i genitori possano ordinare l’aborto o che lo possa fare un giudice, salvo i casi di imminente pericolo di vita per la donna, nel qual caso è il medico che è obbligato ad intervenire senza badare all’eventuale obiezione. Credo che i giornali debbano dare, anche se tardivamente, un’informazione corretta perché hanno lasciato credere al lettore che in Italia sia possibile abortire per volontà dei genitori, contro la volontà della donna minore e con i medici esecutori obbligati.

Non è così: senza la richiesta della minore non si procede. So perfettamente che sia possibile che la minore sia condizionabile dai genitori, ma è necessario sempre la sua firma ed il suo consenso in tutte le tappe che sono necessarie per compiere l’aborto. Nel 70% dei casi l’aborto avviene con il consenso dei genitori, mentre nel 30% dei casi la ragazza non vuole che i genitori lo sappiano o i genitori vogliono che sia il giudice ad autorizzare la minore a decidere per se stessa.

 Nella realtà i casi di minori che vogliono portare avanti la gravidanza contro il desiderio dei genitori sono sporadici, quasi sempre il risultato di una situazione conflittuale, e sono posti al centro delle attenzioni dei medici e dei servizi sociali dei comuni, a Torino come a Pordenone, Scatta una catena di protezione e di assistenza in un percorso che non riguarda solo la gravidanza ma l’intero progetto della minore. In ogni caso non vi è l’aborto coatto. L’avvocato non può non saperlo e i giornali hanno l’obbligo morale di dirlo con chiarezza ai propri lettori, evitando suggestioni errate. La 194 su questo punto è chiara: basta leggerla."