Situazione clinica di Giovanni Nuvoli.

Maria Isabella Puggioni

Nuvoli 1 – La tortura di Giovanni

Giovanni Nuvoli è un uomo semplice , una persona come se ne incontrano tante.

Nulla gli è stato risparmiato:

– la tracheotomia, alla quale si oppone per giorni, poi una mattina…questa viene praticata;

– il ricovero per mesi e mesi nel reparto rianimazione di Sassari, lucido accanto a persone in coma, trattato come loro, da solo per 23 ore su 24 con i suoi pensieri, le sue paure;

– l’insulto di vedere il suo "cartello" con le lettere da leggere con lo sguardo, unico suo faticoso mezzo di comunicazione col mondo, buttato sprezzantemente da una parte da alcuni medici;

– anni e anni immobile e senza parola, senza speranza di alcun miglioramento. La SLA non perdona.

Giovanni pesava 84 chili. Ora ne pesa circa 35, 8. Giovanni vuole morire. Passa le ore interminabili alla ricerca di una soluzione, di una via d’uscita: sciopero delle medicine,conferenze stampa, ma la sua volontà viene continuamente messa in discussione. Dicono che è depresso, che è influenzato dalla moglie, che è confuso , che non è credibile, che il modo con cui comunica non è certo…

Giovanni si convince allora di due cose: che per ottenere quanto vuole deve evadere dalla rianimazione e tornare a casa e che per tornare a casa deve disporre di un miglior mezzo di comunicazione. Ottiene il comunicatore vocale,ultimo ritrovato della scienza che miracolosamente trasforma in voce il movimento dei suoi occhi e riesce così a ritornare a casa. Nessuno però accetta di certificare la sua volontà, di raccogliere le sue volontà; per i notai il comunicatore non è nell’elenco dei mezzi previsti!

Passano le commissioni parlamentari, passano gli psichiatri, i vescovi, i parroci , ma nulla si muove.

Che fare?

L’associazione Coscioni, che lo segue da mesi , mette a disposizione di Nuvoli un gruppo di medici che lo visiti e ne verifichi le facoltà. Questo gruppo, con una serie di controlli stabilisce quello che si sapeva, ma nessuno voleva avvallare: che Nuvoli è in grado di intendere e di volere, è lucido e determinato a richiedere il distacco di quel respiratore mai voluto e tuttora imposto contro la sua volontà.

Il medico anestesista facente parte del gruppo, Tommaso Ciacca, su richiesta di Nuvoli, si dichiara disposto ad effettuare il distacco, previa sedazione , perché la morte per soffocamento è brutta e paurosa. Passa il tempo perché occorrono consensi ripetuti di Giovanni, firme , ancora visite mediche e psichiatriche; l’intervento non è così rapido come Giovanni credeva , la sua speranza vacilla e decide di lasciarsi morire. Rifiuta il cibo.

Terminato tutto l’iter, finalmente arriva il tempo tanto atteso. Giovanni è sereno, quasi felice. Smette il digiuno. Sabato 8 Luglio viene comunicato al procuratore Piras e al Procuratore capo Porqueddu, attraverso i carabinieri di Alghero, che martedì 10 Luglio, alle ore 23, il dottore anestesista staccherà il ventilatore polmonare e contestualmente praticherà una sedazione tale da impedire a Giovanni di soffrire.

Passano Domenica e Lunedì nel più assoluto silenzio, Giovanni aspetta tranquillo che finalmente il suo diritto al rifiuto delle cure venga rispettato.

Martedì mattina dalla procura di Sassari arriva, sempre attraverso i carabinieri, arriva la risposta della Procura, che si chiama fuori, ma lancia un preciso avvertimento.

A guardia di Giovanni Nuvoli – come un pericoloso bandito, lui, o il medico, o entrambi – e a presidio della sua casa viene disposto un servizio d’ ordine composto dal capitano comandante della compagnia di Alghero, dal maresciallo e da un brigadiere, con l’incarico di impedire in maniera assoluta che il medico anestesista si avvicini a Giovanni se non in presenza dello stesso capitano. A impedire che l’articolo 32 della Costituzione venga applicato.

La casa resta sorvegliata sino alla partenza, vivamente e gentilmente consigliata, del medico anestesista, avvenuta mercoledì 11 alle ore 10,30 dall’aeroporto di Alghero.

Resta nella casa il pianto della moglie e dei figli e Giovanni obbligato al soffio ansimante del respiratore.