Donatelle Poretti, Deputato Rnp radicale, Membro di gounta dell’Associazione Coscioni
Oggi durante l’ufficio di Presidenza della Commissione Affari Sociali e’
stata sostenuta e accettata la mia proposta di convocare per settembre
un’audizione del ministro della Salute sulla relazione annuale sulla legge
40, presentata nei giorni scorsi al Parlamento. E’ questo un primo modo per
passare da quella riflessione -invocata dal ministro Turco- ai fatti e per
cominciare a limitare i danni di una legge che accumula solo dati negativi
negli esiti dei trattamenti.
La riflessione su come garantire l’accesso a tecniche in uso in tutto il
mondo e sulla loro efficacia, ha bisogno di tradursi fattivamente nella
revisione di una legge sbagliata e ingiusta. La legge 40 e’ nata con lo
spirito di vietare alcune pratiche invece che regolamentarle e metterle a
disposizione delle coppie con problemi di infertilita’ o con problemi di
malattie genetiche ereditabili. Avere inserito in una legge che si sarebbe
dovuta preoccupare di far nascere bambini il veto sulla ricerca scientifica
e’ stata la conferma dello spirito ideologico della norma.
La consegna in Parlamento della relazione annuale sulla legge e’ l’occasione
per rivedere quei punti che fin dalla sua approvazione risultavano
discutibili, come il divieto del congelamento degli embrioni, il divieto di
eterologa, il consentire l’accesso anche a coppie non infertili, ammettere
la diagnosi preimpianto e infine regolamentare la possibilita’ di fare
ricerca, almeno sugli embrioni sovrannumerari.
stata sostenuta e accettata la mia proposta di convocare per settembre
un’audizione del ministro della Salute sulla relazione annuale sulla legge
40, presentata nei giorni scorsi al Parlamento. E’ questo un primo modo per
passare da quella riflessione -invocata dal ministro Turco- ai fatti e per
cominciare a limitare i danni di una legge che accumula solo dati negativi
negli esiti dei trattamenti.
La riflessione su come garantire l’accesso a tecniche in uso in tutto il
mondo e sulla loro efficacia, ha bisogno di tradursi fattivamente nella
revisione di una legge sbagliata e ingiusta. La legge 40 e’ nata con lo
spirito di vietare alcune pratiche invece che regolamentarle e metterle a
disposizione delle coppie con problemi di infertilita’ o con problemi di
malattie genetiche ereditabili. Avere inserito in una legge che si sarebbe
dovuta preoccupare di far nascere bambini il veto sulla ricerca scientifica
e’ stata la conferma dello spirito ideologico della norma.
La consegna in Parlamento della relazione annuale sulla legge e’ l’occasione
per rivedere quei punti che fin dalla sua approvazione risultavano
discutibili, come il divieto del congelamento degli embrioni, il divieto di
eterologa, il consentire l’accesso anche a coppie non infertili, ammettere
la diagnosi preimpianto e infine regolamentare la possibilita’ di fare
ricerca, almeno sugli embrioni sovrannumerari.