Pugno, segretario della Commissione Affari Sociali, Consigliere Generale dell’Associazione Coscioni
Secondo quanto fa sapere l’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e
Consumatori), entro novembre di quest’anno sara’ commercializzata anche in
Italia la pillola abortiva Ru486. Questo grazie alla procedura di mutuo
riconoscimento. Fra l’altro, l’Emea, l’Agenzia europea del farmaco, ha
confermato che la Ru486 e’ efficace e sicura. Un parere puramente
scientifico che respinge le illazioni antiscientifiche di coloro che sono
contrari all’aborto.
Finalmente, anche le donne italiane avranno il diritto di scegliere se
abortire con una procedura chirurgica invasiva come l’aspirazione, oppure
con metodo farmacologico.
Nel rispetto e nell’attuazione dell’attuale legge sull’aborto (che prevede
l’aggiornamento delle tecniche), si potra’ far fronte alle scandalose
situazioni di carenza di personale dovuta alla quasi totalita’ di medici
obiettori che impedisce il godimento di questo diritto sanitario a chi ne fa
richiesta: con l’aborto farmacologico il ricovero non e’ necessario, i costi
sanitari sono decisamente tagliati, l’impatto psico-emotivo della donna puo’
notevolmente ridursi rispetto all’aborto chirurgico (la degenza ospedaliera
accanto a donne che stanno per partorire non e’ il massimo…) e,
soprattutto, anche un solo medico puo’ far fronte ad una quantita’ di
richieste che sarebbe impensabile nel caso dell’intervento chirurgico.
Certamente non e’ la soluzione finale a quelle realta’ ospedaliere dove
nulla viene fatto dal ministero per l’esercizio di questo diritto sanitario
(1) e dove la latitanza del personale e’ totale, ma e’ sicuramente
l’alleggerimento di una situazione scientifico/burocratica che puo’ mutare
la situazione.
Una sola preoccupazione: vista l’assurdita’ da parte del ministero della
Salute di aver imposto finora solo sperimentazioni (a cosa servivano dopo
che da piu’ di venti anni l’aborto farmacologico e’ utilizzato in larga
parte del mondo?) e visto il comportamento dello stesso ministero della
Salute in quelle che fino ad ora sono state le prove generali per il Partito
Democratico (cioe’ il sonnifero e il silenziatore a tutte quelle riforme che
in qualche modo potessero turbare l’equilibrio interno di questa nascente
formazione partitica -vedi l’ultima vicenda sulle staminali del cordone
ombelicale (2)), non vorrei che questa pillola abortiva divenga un nuovo
agnello sacrificale. Certamente il processo di introduzione sembra a senso
unico verso l’autorizzazione, ma da chi sacrifica la salute e i diritti dei
cittadini in nome della propria opportunita’ politica, c’e’ da aspettarsi le
mosse e le decisioni piu’ incredibili, anche stravolgendo il senso comune
oltre che leggi e normative.
(1) vedi questa mia interrogazione sul caso Basilicata:
http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=279
(2) http://www.donatellaporetti.it/comu.php?id=458