“Il rifiuto da parte della Santa Sede di firmare la Convenzione Internazionale sui diritti delle persone con disabilità rappresenta un’ulteriore tentativo del Vaticano di imprimere strumentalmente un divieto sulla salute riproduttiva”.
“La Convenzione riconosce al disabile dei diritti, che può esercitare o meno, anche in riferimento all’aborto”.
“Il Vaticano opponendosi a questo decide alla fine di cassare tutto – anche quel che probabilmente condivide (e quindi scegliendo di far permanere le discriminazioni sulle persone con disabilità) – con una visione e azione del tutto strumentale. In questo, e non solo su questo, si fa sempre più rappresentante e promotore di un’ideologica ‘Internazionale Proibizionista’”.