Ieri sera si è tenuta a Potenza una conferenza stampa sulla questione eolico, che ho avuto l’onore di moderare ed introdurre. La conferenza stampa ha visto la presenza della sottosegretaria all’ambiente Laura Marchetti e di Carlo Ripa di Meana. Conferenza stampa organizzata dal gruppo regionale del Prc, in collaborazione con la Ola, associazioni ambientaliste e l’associazione Radicali Lucani.
Nel corso della conferenza stampa la sottosegretaria ha avanzato la proposta di una moratoria nazionale tesa a sospendere per sei mesi le autorizzazioni per l’eolico industriale.
La proposta della sottosegretaria Marchetti è stata accolta con grande favore dalla segretaria di Radicali italiani Rita Bernardini e da Giovanni De Pascalis della Direzione di Radicali Italiani, che hanno espresso con una nota sostegno e piena condivisione.
Chi lo sa, forse sarà stata la concomitante presenza di esponenti della sinistra radicale, e cioè di rappresentanti di Rifondazione Comunista e del sottoscritto nella stessa sala, ma il tgr Basilicata nel servizio andato in onda ieri sera(venerdì, 23 marzo) ha ritenuto di dover addirittura evitare di mostrare la mia faccia agli utenti del servizio pubblico.
Forse la redazione e l’ottimo cronista Rocco De Rosa, autore di uno splendido libro su Padre Pio, avranno ritenuto poco opportuno confondere gli spettatori del Tgr facendoli entrare in un pericoloso stato confusionale.
Certo potremmo stupirci di questa piccola opera di rimozione, ma siamo uomini di mondo, e abbiamo fatto ben tre anni di militare a Cuneo, e dunque sappiamo bene che la parola radicale e le facce radicali in certe redazioni e per certi giornalisti vanno centellinate e distillate, soprattutto dopo i trenta giorni che ci hanno visto sparare alzo zero sulle situazioni “ambientali” di alcuni palazzi lucani e sulla situazione “ambientale” complessiva che vive questa regione, perfetta miniatura dell’italico regime.
Come se non bastasse, nella stessa serata, nel corso dello stesso Tgr, è stato trasmesso un altro “servizio”, che ha trattato con disinvoltura e leggerezza il tema dell’eutanasia, offrendo al popolo lucano l’immagine di un Piero Welby spogliato della sua dimensione politica e di lotta, e presentato come il malato “che ha fatto conoscere al grande pubblico il dramma degli ammalati di Sla”.
A curare il “servizio” un giornalista dichiaratamente de sinistra, vicino ai Ds, Alfredo Digiovampaolo.
Diversa la collocazione politica, intatte censura e rimozione.
Nel corso del servizio, la scelta di Welby, la sua richiesta di una “morte opportuna”, sono state messe a confronto con la scelta del Sig. Antonio Catena, che, anche se in maniera involontaria, è stata di fatto presentata come scelta antagonista, laddove di tutta evidenza la questione è il diritto a poter scegliere senza dover subire sequestri, torture e dittature mediche, come sta avvenendo nel caso Nuvoli.
L’umile cronista non ha ritenuto di dover far riferimento a Piero Welby ricordandone la sua militanza politica e il ruolo di Presidente dell’Associazione Coscioni.
Da sottolineare che lo stesso Digiovampaolo, alcune settimane fa, ebbe a chiamarmi per chiedermi se conoscessi un lucano che avesse chiesto l’eutanasia. L’idea: mettere a confronto due diverse “posizioni”. Ebbi a sottolineare al Digiovampaolo che quel tipo di impostazione non mi piaceva, e quanto fosse importante invece esaltare il vero nocciolo della questione: la libertà di scelta, l’accanimento terapeutico, la questione del testamento biologico.
Ebbi anche ad offrirmi per una eventuale intervista, ma la singolare risposta fu:“se intervistiamo te, dobbiamo intervistare anche Monsignor Agostino Superbo”.
Chiaro! Quella rara volta che si fa parlare un radicale attraverso i microfoni del Tgr, occorre garantire la Par condicio: cosa che a parti invertite avviene assai di rado.
Ma non finisce qui. Lo stesso umile cronista, nel corso dello stesso servizio, ha parlato di “Comunicatori simbolici”, riuscendo nell’incredibile impresa di non fare mai riferimento all’iniziativa intrapresa nel 2004 da Radicali Lucani e Associazione Coscioni, che portò all’approvazione di una delibera regionale sulla scia della questione posta con forza da Luca Coscioni della “libertà di parola”.
Insomma, anche in questo caso, niente Coscioni, niente radicali, ma certo una splendida istantanea dell’assessore Rocco Colangelo che da mesi non risponde alla nostra richiesta di incrementare i fondi stanziati nel 2004, come del resto testimoniato dal fatto che il sig. Antonio Catena, ad oggi, non può ancora usufruire del Mytobi, che certo contribuirebbe ulteriormente a far crescere la sua voglia di vivere e che lo metterebbe, come suo diritto, nella condizione di esprimere pensieri e sentimenti senza doversi servire di intermediari. Una libertà che non può certo essere un privilegio.
Concludendo, dico che certo non vogliamo le Iene, ma nemmeno un tgr fratello di telekabul e sorella di Radio Maria.
Cronaca di un’ordinaria edizione del Tgr Basilicata. Ovvero come cancellare la parola radicali e vivere felici.
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Coordinatore regionale Rnp