La tregua è già finita: col cimitero degli aborti continua la strategia della sacralizzazione del feto

Sepoltura feti – I Radicali Silvio Viale e Valerio Federico commentano la decisione del comune di Milano di seguire l’aberrante strada aperta dalla Regione Lombardia

“La tregua è già finita: con il cimitero degli aborti continua la strategia della sacralizzazione del feto per colpevolizzare permanentemente la donna”

I Radicali l’avevano già previsto una settimana fa: “Ci saranno parti dei cimiteri dedicati alle tombe collettive dei feti?”. Ora il Comune di Milano risponde: si.

“È inelegante ricordare che noi l’avevamo previsto prima di tutti?” si chiede Valerio Federico, segretario dell’associazione radicale “Enzo Tortora” – Radicali Milano.

“Perché noi Radicali l’avevamo messo nero su bianco già una settimana fa: io e Silvio Viale avevamo già capito le conseguenze a pioggia che avrebbe avuto il regolamento regionale che prevede la sepoltura dei feti. Avevamo chiesto alle autorità: «avremo dei pezzi di cimitero dedicate alle tombe collettive dei “bimbi mai nati”, per i periodici riti delle associazioni antiabortiste?». Nessuno si era degnato di rispondere. Ma adesso la risposta è arrivata forte e chiara dal Comune di Milano: il progetto presentato dall’assessore Stefano Pillitteri di dedicare al cimitero di Musocco uno spazio dove custodire le ceneri dei feti abortiti ne è la prova”.

“I consiglieri regionali che hanno votato quel regolamento e poi si sono scusati con le elettrici e gli elettori di centrosinistra, trincerandosi dietro la scusante della «questione tecnica» o ammettendo pubblicamente di non aver letto con attenzione il provvedimento prima di approvarlo, hanno contribuito a creare un problema enorme – attacca il segretario dei radicali milanesi – Hanno spianato la strada alle forze conservatrici e integraliste per emanare provvedimenti moralisti, volti a demonizzare le donne che abortiscono”

“I feti e gli embrioni non sono persone. Non vanno in alcun modo equiparati alle persone nate e poi morte. Con la presenza di una tomba – sostiene Federico – si raggiunge l’obiettivo di una colpevolizzazione permanente. La colpa è rappresentata da un luogo fisico, così che la donna non possa più dimenticare il suo crimine. Ecco il “non dimenticare” degli estremisti cattolici: finalmente hanno ottenuto le fosse comuni per i feti, per poter equiparare gli aborti allo sterminio dell’Olocausto!
La Regione Lombardia, e noi avevamo già denunciato anche questo, vuole che ogni donna che ha abortito abbia una tomba su cui piangere la sua colpevolezza, su cui autoflagellarsi per il resto dei suoi giorni per aver scelto di non portare a termine la gravidanza. I Radicali combattono questa concezione ideologica della vita del feto, anteposta e anzi contrapposta alla vita della madre. E ora ci si mette anche il Comune. Era prevedibile. Ci aspettiamo grande battaglia dall’opposizione in consiglio comunale”

Milano, 21 marzo 2007.

Riferimenti: Silvio Viale 339 32574060 e Valerio Federico 335 8256736