Aborto, Viale: va bene un limite più basso se si ammettono eccezioni

Dichiarazione di Silvio Viale, ginecologo radicale e consigliere dell’Associazione Coscioni sulla proposta del presidente della Societa’ italiana di neonatologia (Sin), Claudio Fabris, di abbassare il limite temporale per l’aborto terapeutico dalla ventiquattresima settimana alla ventiduesima settimana di gestazione.

“Nella proposta di Claudio Fabris, anche lui del S.Anna di Torino, vi è indubbiamente l’influenza degli ultimi fatti di cronaca, ma anche la riflessione che si era già aperta tra i medici che effettuano gli aborti.

Non essendoci un limite preciso per legge, alcuni da tempo non accettano di eseguire aborti dopo le 22 settimane, altri addirittura dopo le 21 settimane. Personalmente credo che un limite indicativo potrebbe essere quello delle 23 settimane. Nell’abbassare il limite occorre tenere presente che se è troppo basso finirebbe per indurre un maggior numero di donne a decidere in fretta per l’aborto, considerato che la diagnosi ecografica si fa a 21-22 settimane. Inoltre vi è il rischio di non avere il tempo necessario per approfondire le motivazioni là dove sono necessari più colloqui. In ogni caso abbassare il limite potrà finalmente permettere l’esecuzione di aborti anche dopo il limite stabilito, in relazione alle condizioni fetali ed alla sua effettiva possibilità di vita autonoma. penso ai feti anencefali ed alle gravi malformazioni che verrebbero diagnosticate in epoca successiva al limite indicato. Del resto, un limite non previsto per legge, sarebbe solo un’indicazione di riferimento, ma non un obbligo assoluto.”