Strano risultato della visita della Commissione senatoriale sul caso Nuvoli

Dichiarazione di Maria Isabella Puggioni, Paolo Ruggiu, Marco Cappato segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Leggiamo sulla stampa: “Isabella Puggioni sostiene il progetto di staccare la spina”; “La squadra che sostiene che Nuvoli non cerca di morire ha segnato un punto”; Mettere una vicenda di diritti e libertà del cittadino in termini di squadre contrapposte è ormai intollerabile ed inaccettabile. Secondo Tommassini e Massidda il fatto che Nuvoli accetti la terapia anticoagulante significa che “vuol vivere”…

Si tratta di una ricostruzione mistificatrice e manipolatrice della volontà di Nuvoli che viene “interpretato” in modo abusivo e ricattatorio dai due senatori, come se l’interruzione delle terapie possa essere ottenuta da Nuvoli soltanto in condizioni di abbandono e andando incontro a una morte atroce invece che con il conforto dell’assistenza medica.
Come Piergiorgio Welby, infatti, anche Giovanni Nuvoli rifiuta l’idea di morire per abbandono terapeutico e vorrebbe essere curato al meglio, almeno fino al momento in cui dovesse trasformare in decisione definitiva la volontà espressa di interrompere la respirazione artificiale.

Curare Nuvoli oggi, come Nuvoli chiede, è soltanto un dovere che non può servire da pretesto per trattarlo come un minorato incapace di intendere e di volere, sequestrandogli il corpo e la possibilità di decidere sulle sue cure.
Alla senatrice dell’UDC poi, che invita i radicali ad occuparsi d’altro, ed al senatore Tommasini, che parla di turbolenze attorno al caso che complicano la vicenda, rispondiamo che senza l’interessamento dell’Associazione Coscioni, dei radicali e della stampa, il sintetizzatore vocale, (richiesto, senza risposta, dalla famiglia dal 2005), non sarebbe
mai arrivato, del ritorno a casa non si parlerebbe neppure, e la senatrice, arrivata all’ultim’ora a dettar sentenze, di Nuvoli non conoscerebbe neppure l’esistenza.