Caso Nuvoli/Ass.Coscioni: “Melazzini & Co. i veri “strumentalizzatori””

Dichiarazione di Maria Isabella Puggioni, Paolo Ruggiu (Associazione Coscioni Sassari) e Rocco Berardo (vice segretario Associazione Coscioni)

Dunque ci sono due dottori Melazzini. Uno che, davanti alla stampa locale, su precisa domanda, dichiara: ”mi ha detto che vuole morire”. L’altro, il clone, che, fuori della Sardegna insinua il contrario, piegando la volontà di un infelice malato alla convergenza con le sue opinioni. Allora chi strumentalizza chi?

Solo ora tutti, visitatori dell’ultima ora, medici affezionati, vescovi troppo impegnati per visitarlo fino a che non si va sulla stampa, si accorgono che l’ambiente della rianimazione non è adatto ad un paziente come Giovanni Nuvoli, e che meglio sarebbe per lui stare a casa col conforto della moglie?

Non solo ma vanno suggerendo che se si trova nel reparto rianimazione sarebbe colpa di una moglie troppo esigente, che rifiutava l’infermiera che lo lasciava sporco dalle tre di notte alle otto di mattina o che voleva infilargli nei polmoni una cannula troppo lunga o l’aiuto di un laureato in scienze politiche venuto a sostituire l’infermiere mancante.

Sin dall’inizio abbiamo chiesto per Giovanni Nuvoli

1) che fosse rispettata la sua volontà come persona, come cittadino in grado di intendere e di volere
2) un’assistenza, che gli consentisse di vivere al meglio la sua terribile tortura.

Ci siamo impegnati da subito contro l’ottusità di coloro che hanno voluto tenerlo per un anno in terapia intensiva, isolato e solo con i suoi pensieri per ventitré ore al giorno.

Ci siamo impegnati contro l’ottusità di coloro che, ora parlano di qualità della vita, di amore per quello che chiamano il “caro Giovanni” e all’inizio del 2005, hanno irriso alla possibilità dell’uso di una carrozzina, appositamente pensata e preparata per lui, suggerendo che la moglie voleva fare attività turistica.

Veramente basta con questa indegna strumentalizzazione, con questa passerella di personaggi arrivati all’ultima ora per usare la luce dei riflettori, accesi non per loro, ma perché la voce di Giovanni Nuvoli e di sua moglie soffocata dall’ipocrisia dei “buoni a buon mercato, potesse uscire dalla prigione in cui è recluso.

Quello che noi vogliamo – come Associazione Coscioni – con la moglie Maddalena, non è piegare Nuvoli alle nostre opinioni, ma che lui possa liberamente decidere della sua vita, delle cure che intende ricevere e non intende ricevere e che questo avvenga in condizioni di assoluta libertà e fuori dalle continue interrogazioni e pressioni di coloro che pensano solo a sé stessi, alla loro buona coscienza, dimenticandosi che su quel letto giace un uomo con i suoi inalienabili diritti.