“…Tutto questo si è realizzato in un clima di collaborazione con il personale sanitario preposto al servizio…”, così si esprimeva la sig.ra Michela Urcioli, presidentessa del CAV, nella lettera datata 30/06/2000, nella quale chiedeva il rinnovo della convenzione stipulata nel febbraio 1999 dall’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza con il “Centro di Aiuto alla Vita Gianna Beretta Molla”. La missiva aveva quale destinatario l’allora direttore generale del “San Carlo”, Dr. Bruno Pastore, uomo vicino all’ex presidente della Regione Antonio Boccia, esponente della Margherita.
E che il clima, in tutti questi anni, sia stato di “collaborazione”, non abbiamo alcun dubbio. Infatti, gli operatori del Cav possono ricevere le donne, che “liberamente accettano di avere un colloquio”, presso gli stessi ambulatori del reparto di Ostetricia e Ginecologia.
Clima di collaborazione, che è ulteriormente testimoniato da quel 95% di obiettori dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza.
Parentesi, quello dell’Azienda Ospedaliera San Carlo non è però il record lucano, che, infatti, è detenuto dalla ASL N° 3 del Lagonegrese, con il 100% di obiettori di coscienza, 13 su 13. Fino a pochi mesi fa, “Lagonegro” condivideva il primato con l’ospedale materano “Madonna delle Grazie”.
Più in generale, va anche sottolineato che l’attuale dato regionale sugli obiettori(92,6%) non rappresenta il picco massimo raggiunto tra il 1999 e il 2006. Nel 2001, infatti, la percentuale di obiettori era pari al 93.8%
Come detto, presso l’Azienda ospedaliera “San Carlo” di Potenza l’obiezione di coscienza raggiunge il 95%.
Insomma, su 20 unità abbiamo un solo non obiettore, il Dr. Rocco Lovanio Paradiso, e il Primario Di Ginecologia II, che pur essendo non obiettore, non pratica IVG.
Altro dato davvero interessante è rappresentato dai numerosi pentimenti che si verificano all’interno della sopra citata struttura.
Negli ultimi anni, sono stati ben quattro i medici dei reparti di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Carlo colti da improvvise crisi di coscienza.
I medici Giulia D’Eugenio, Chiara D’Altorio, Ottavio Ammattatelli, Giuseppe Martoccia, entrati in servizio da non obiettori, dopo qualche tempo hanno fatto dietrofront e hanno dichiarato la loro obiezione di coscienza all’aborto.
Che sia stato anche questo frutto della “collaborazione” con gli intraprendenti militanti del CAV?
Tra i nomi degli obiettori salta di certo all’occhio quello di Emiliana Straziuso, figlia di Gennaro, gia’ primario del San Carlo, Assessore regionale alla sanità e consigliere regionale in carica della Margherita.
Una considerazione a parte merita il Dr. Sergio Schettini, il quale ha sicuramente praticato IVG per circa un anno, ma che allo stato dell’arte, da quando è diventato primario della divisione di “Ginecologia e Ostetricia ad indirizzo oncologico”, non pratica più interventi di Ivg.
Il Dr. Sergio Schettini afferma di non essere obiettore, ma che il suo forfait sia dovuto a questioni di “tempo”, ai suoi innumerevoli impegni.
Da sottolineare che il padre di Sergio Schettini è stato assessore regionale alla sanità in quota PSI.
Altrettanto impegnato sarà il Primario della 1a Unità di Ostetricia e Ginecologia, il Dr. Giuseppe Canizza, che però, a differenza di Schettini, non ha mai praticato IVG.
Un capitolo a parte meriterebbe la questione della convenzione stipulata tra la Regione Basilicata e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e il relativo protocollo d’intesa intercorso tra quest’ultima e l’Azienda ospedaliera “San Carlo”.
Basti dire che, a pag. 9 del sopra citato protocollo, leggiamo che gli studenti di fede cattolica sono tenuti a produrre il certificato di battesimo. Va inoltre sottolineato che tutti i corsisti sono tenuti a partecipare ad un’ora di religione, tenuta da un docente non laico.
Che dire, tra santi e madonne, convenzioni, pentimenti e improvvise folgorazioni sulla via di Damasco, l’unica certezza è la non applicazione della legge 194 in Basilicata.
Visto il contesto, c’è da stupirsi se negli ultimi anni la nostra iniziativa politica su Ru486/informazione sessuale e contraccettiva/applicazione della 194, si è scontrata contro un muro?
C’è da stupirsi per il “dialogo” organizzato dalla SG lucana, tra monsignor Ricchiuti e monsignor Colangelo(assessore alla sanità DS), in contemporanea alla veglia “Per e con Piergiorgio Welby”?
C’è da stupirsi se “radio corsia”, riferisce di un medico che l’IVG la pratica presso strutture private di Taranto?
Intanto, abbiamo una certezza: mentre per comodità e convenienza, larghissima parte della sinistra lucana abbozza su tutto, le truppe pontificie hanno proceduto all’occupazione manu militari dell’Ospedale San Carlo e non solo di quello.
Basilicata: Il Cav, la Cattolica, gli obiettori, i “pentiti”
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere dell’Associazione Coscioni