Nel Lazio sono state depositate oltre 13mila firme raccolte per la proposta di legge “Liberi Subito”

Liberi Subito Lazio

“Una decisione da prendere ascoltando la sofferenza dei malati, non la disciplina imposta dai capi partito”

Sono oltre 13.000 le firme depositate questa mattina in Consiglio Regionale del Lazio a Roma, a favore di Liberi Subito, la proposta di legge regionale sul “suicidio assistito” promossa dall’Associazione Luca Coscioni e già approvata in Veneto, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna.  Presenti Marco Cappato, Rocco Berardo, Matteo Mainardi, coordinatore nazionale della campagna “Liberi Subito” e il Comitato Promotore Liberi Subito Lazio. Insieme a loro la Cellule Coscioni del Lazio e i consiglieri regionali che hanno supportato la raccolta firme.

La proposta di legge di iniziativa popolare, nel pieno rispetto delle competenze regionali e in ottemperanza a quanto previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, non modifica i diritti stabiliti dalla Consulta, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.

Nel Lazio, dopo il mancato esame della proposta depositata in Consiglio regionale nel 2023 da parte dei consiglieri regionali Claudio Marotta e Marietta Tidei, la raccolta firme per la proposta popolare era partita ad aprile 2026. L’avvio della campagna si inserisce in un contesto segnato anche dal caso di Sibilla Barbieri, attrice e regista affetta da una patologia oncologica irreversibile, morta in Svizzera nel 2023 dopo il diniego della Asl Roma 1. Nell’aprile 2026 il gip di Roma ha archiviato il procedimento per aiuto al suicidio a carico del figlio Vittorio Parpaglioni, di Marco Cappato e di Marco Perduca, riconoscendo un’interpretazione estensiva del requisito del trattamento di sostegno vitale, poi confermata dalla Corte costituzionale con la sentenza 135/2024.

➡ Dichiarazione di Marco Cappato

Dalle 13.000 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale del Lazio per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti. Una legge regionale serve a rendere il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria realmente accessibile, evitando disparità e ritardi.

L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Sibilla Barbieri, costretta nel 2023 ad andare in Svizzera nonostante avesse i requisiti per accedere alle procedure italiane. In quel caso l’azienda sanitaria non ha ritenuto neppure di verificare le sue condizioni.

Chiediamo alle consigliere e consiglieri regionali del Lazio di approvare queste procedure che diano delle garanzie a chi soffre ma anche ai medici, per dare risposte in tempi certi a chi chiede di essere aiutato a morire senza soffrire. È giunta l’ora delle responsabilità. Ci auguriamo che le decisioni vengano prese non ascoltando la disciplina imposta dai capi partito ma solo la sofferenza dei malati.

➡ I prossimi passaggi

I prossimi passaggi per arrivare alla discussione della legge nel Lazio prevedono:

  • Entro 60 giorni dal deposito, l’Ufficio di Presidenza verifica la regolarità formale delle firme. L’Ufficio di Presidenza emana una deliberazione;
  • A seguito di questa  verifica, la proposta di legge viene assegnata alla commissione consiliare competente, dinanzi alla quale i promotori sono ammessi ad illustrarla;
  • Il Presidente del Consiglio iscrive poi la proposta di legge all’ordine del giorno dell’Aula che la discute con precedenza.

Le proposte di iniziativa popolare sono in ogni caso discusse dal Consiglio regionale, che deve deliberare entro sei mesi dall’assegnazione alla commissione consiliare competente.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.