Il Veneto è la quarta Regione ad approvare una norma sul fine vita che parte dalla nostra PDL “Liberi Subito

Consiglio Regionale del Veneto Liberi Subito

Si tratta della prima Regione guidata da un esecutivo di centro-destra

Esultano Filomena Gallo e Marco Cappato, presenti nella maratona consiliare di due giorni: “dal Veneto una scelta attenta ai diritti di chi soffre invece che agli ordini di partito. Proporremo la nostra legge in tutte le altre Regioni”

Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna il Veneto è la quarta Regione (la prima a guida di centro-destra) ad aver adottato una norma che parte dalla proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, aggiornata sulla base delle recenti sentenze della Corte.

La legge non modifica i diritti stabiliti dalla Corte costituzionale, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, in attuazione delle sentenze della Corte costituzionale

 ➡ Dichiarazione di Marco Cappato e Filomena Gallo

“Dal Veneto arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre. L’approvazione della legge in Veneto conferma che ‘Liberi Subito’ è una proposta che non appartiene a un partito o a uno schieramento, proprio perché è fondata sulla Costituzione, ed è di fondamentale importanza per dare concreta attuazione al diritto all’aiuto medico alla morte volontaria, già riconosciuto dalla Corte costituzionale grazie alle nostre azioni di disobbedienza civile. 

Sono stati approvati anche emendamenti che garantiscono tempi ragionevoli dell’intera procedura, a tutela della dignità della persona e in linea con i più recenti pronunciamenti costituzionali sulle leggi delle regioni Toscana e Sardegna

Siamo grati ai 9.000 cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, e alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Veneto che hanno approvato la nostra legge, pensata per evitare che persone affette da sofferenze insopportabili e irreversibili debbano restare ostaggio di veri e propri calvari burocratici e debbano attendere mesi o anni prima di ottenere una risposta.

Mentre il Parlamento continua a non intervenire, sono le Regioni che possono garantire alle persone malate procedure certe, uniformi e trasparenti, per dare garanzie alle persone che soffrono e al personale sanitario.

La legge garantisce la piena applicazione della sentenza ‘Cappato-Antoniani’ della Corte costituzionale, con cui è stato reso legale nel nostro Paese il ‘suicidio assistito’ a specifiche condizioni.

Il nostro traguardo rimane ora l’estensione della legge ‘Liberi Subito’ a ogni Regione italiana dove, pur essendo l’aiuto medico alla morte volontaria già legale in virtù delle pronunce della Consulta, mancano ancora garanzie chiare su tempi e percorsi operativi per pazienti e personale sanitario. Proseguiremo inoltre nel garantire supporto e chiarezza sui diritti di fine vita tramite il nostro Numero Bianco (06 9931 3409), fornendo informazioni e assistenza anche su disposizioni anticipate di trattamento e cure palliative”.

 ➡ Approfondimento: lo stato dell’arte Regione per Regione

Regioni con legge approvata dal Consiglio Regionale (4)

Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna, Veneto;

Regioni e Province autonome con discussione del testo attualmente in corso (3)

Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento e Umbria;

Regioni con proposta depositata, prossima al deposito e in attesa di avvio dell’iter (8)

Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sicilia. In Lombardia il deposito svolgerà il 15 settembre, mentre in Piemonte il 13 ottobre;

Regioni in cui è ancora in corso la raccolta firme (2)

Calabria e Lazio;

Regioni in cui è la proposta non è stata ancora depositata (4)

Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.