Gravidanza per altri: dalla Francia un principio chiaro. Il divieto non può trasformarsi in una sanzione contro i figli

Corte di Cassazione Francese

Adesso attendiamo anche le Sezioni Unite italiane confidando di andare nella stessa direzione

L’Associazione Luca Coscioni accoglie con grande soddisfazione la decisione dell’Assemblea plenaria della Corte di Cassazione francese che, nel riconoscere l’efficacia in Francia di sentenze canadesi relative al ricorso di una coppia di uomini con filiazione di bambini nati attraverso gravidanza per altri (GPA), afferma un principio essenziale: il divieto interno della GPA non può, da solo, impedire il riconoscimento del rapporto di filiazione legalmente costituito all’estero, quando siano garantiti il superiore interesse del minore, il consenso delle persone coinvolte e l’assenza di situazioni di sfruttamento o tratta.

La Suprema Corte francese ha chiarito che il giudice deve esercitare un controllo effettivo sulla decisione straniera, verificando in particolare il rispetto della normativa locale e dei diritti di tutti i soggetti coinvolti. Ma, una volta superate queste verifiche, la filiazione stabilita all’estero deve essere riconosciuta in Francia come tale, e non degradata o trasformata in un’adozione.

È un passaggio di grande rilievo per i diritti dei bambini e delle bambine, che si colloca nel solco del lavoro svolto negli anni da Sylvie Mennesson e dall’associazione CLARA. Proprio il caso Mennesson ha contribuito ad aprire, anche attraverso il parere consultivo della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2019, una strada più coerente con il superiore interesse del minore e con il suo diritto a un’identità personale e familiare certa.

“La decisione francese afferma con chiarezza che la filiazione non è un premio da riconoscere o negare agli adulti, ma una condizione fondamentale per la tutela del minore”, dichiara Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Ferma restando la possibilità per ciascuno Stato di disciplinare o vietare la gravidanza per altri sul proprio territorio, non è ammissibile che bambine e bambini già nati, già inseriti nella propria famiglia e già riconosciuti come figli nello Stato di nascita siano lasciati in una condizione di incertezza giuridica”.

La pronuncia francese assume particolare importanza anche per l’Italia, dove l’Associazione Luca Coscioni, attraverso il team legale coordinato da Filomena Gallo, è in attesa della decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione sulla trascrizione integrale di un certificato di nascita formato all’estero a seguito di GPA.

La Prima Sezione civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 5656 del 2026, ha rimesso alle Sezioni Unite una questione cruciale: se sia possibile individuare una forma di riconoscimento giudiziale dello status di figlio che assicuri piena tutela al minore, anche valorizzando il modello previsto dall’ordinamento per i figli nati da rapporti incestuosi. In quei casi, pure in presenza di un fatto illecito commesso dai genitori, la legge consente il riconoscimento o l’accertamento della filiazione previa autorizzazione del giudice, sulla base dell’interesse del figlio e della necessità di evitare ogni pregiudizio. “Il parallelismo riguarda un principio giuridico di fondo: quando un minore è estraneo alle condotte degli adulti, non può essere lui a sopportarne le conseguenze”, prosegue Gallo.

“La via dell’adozione in casi particolari non sempre assicura una protezione piena, immediata e stabile”, conclude Filomena Gallo. “Le Sezioni Unite hanno oggi l’occasione di affermare che il superiore interesse del minore non può restare un principio astratto: deve tradursi in uno status giuridico completo e certo, attraverso un controllo del giudice rigoroso e individualizzato, che verifichi le garanzie del caso concreto senza sacrificare i diritti dei figli”.

La decisione della Corte di Cassazione francese conferma che il dibattito europeo non può essere affrontato contrapponendo in modo semplicistico il divieto della GPA alla tutela della filiazione. Sono piani distinti: uno Stato può mantenere il proprio divieto interno e, al tempo stesso, riconoscere che i bambini non possono essere privati della loro identità, della loro vita familiare e della piena protezione giuridica cui hanno diritto.

Per l’Associazione Luca Coscioni, questo deve essere il punto di partenza anche per l’Italia: nessun minore può essere lasciato senza diritti per le modalità con cui è venuto al mondo.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.