Negli USA l’unione laica delle forze sugli psichedelici fa progressi

Veterani MDMA

Testo preparato con Peppe Brescia

La riforma delle norme sugli utilizzi medici delle molecole psichedeliche negli USA continua a costituire un terreno di dibattito comune a gli schieramenti. A fine Marzo, un gruppo di senatori “bipartisan” ha avanzato una proposta di legge che punta a istituire linee guida per agevolare lo sviluppo dei trattamenti psichedelici per i veterani militari.

Il testo è stato promosso dai repubblicani Tim Sheehy e John Boozman e dai democratici Tammy Duckworth e Ruben Gallego.

La proposta di legge vede inoltre il sostegno di organizzazioni come Iraq and Afghanistan Veterans of America, Disabled American Veterans e Psychedelic Medicine Coalition.

La misura, denominata Veterans Health Administration Novel Therapeutics Preparedness Act, non dispone indicazioni dirette in merito all’accesso diffuso a queste terapie, è piuttosto finalizzata alla creazione più rapida ed efficace possibile delle condizioni per l’integrazione delle molecole psichedeliche all’interno del sistema sanitario destinato ai reduci, previa piena approvazione regolatoria. 

Secondo l’intento dei promotori, è prevista la creazione di un cosiddetto Ufficio per le Terapie innovative all’interno del Dipartimento per gli Affari dei Veterani, con funzioni di coordinamento della ricerca, di sviluppo delle linee guida cliniche e della formazione del personale sanitario. 

La creazione dell’Ufficio persegue inoltre l’obiettivo di garantire che il Dipartimento per gli Affari dei Veterani (VA) rimanga costantemente aggiornato circa le modifiche legislative approvate dalla Food and Drug Administration (FDA), secondo uno schema definito di monitoraggio e valutazione.

In ogni distretto regionale del VA verrebbe istituito almeno un centro per contribuire allo sviluppo di un modello nazionale per l’iniziativa, oltre a un Comitato Consultivo dei Veterani, composto da veterani, esperti e professionisti sanitari.

Per quanto riguarda le questioni normative e gli iter di eventuale riclassificazione delle sostanze, verrebbe attivato un coordinamento tra VA e varie agenzie federali, come il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, i Centri per Medicaid e Medicare, il Dipartimento della Difesa, la Drug Enforcement Administration e, appunto, la FDA.

Al VA spetterebbe infine il compito di presentare al Congresso una relazione annuale sui progressi compiuti.

L’aspetto su cui la proposta legislativa cerca di intervenire si collega inoltre alla volontà di evitare che il sistema sanitario si trovi impreparato nel momento dell’approvazione di nuove terapie. Allo stesso tempo, il provvedimento è teso a facilitare la ricerca su sostanze che, come nel caso di psilocibina, MDMA e ibogaina, hanno dimostrato rilevanti potenzialità per il trattamento di patologie a fronte delle quali le terapie convenzionali faticano a mostrarsi risolutive, come nel caso del disturbo da stress post-traumatico o della depressione resistente.

Secondo il parere degli esperti, il provvedimento può essere inquadrato come l’inizio di una fase di transizione orientata a costruire una base scientifica solida nell’ambito di un’interlocuzione sempre più stretta tra mondo accademico, esponenti istituzionali e membri degli apparati militari.

È quanto afferma Amy Rising, attivista per la salute mentale dei veterani: “Nel corso dell’ultimo anno c’è stato uno sforzo silenzioso ma significativo per riunire le voci giuste – clinici, veterani, ricercatori e politici – per riflettere su cosa significhi concretamente un’implementazione responsabile”.

La presentazione del Veterans Health Administration Novel Therapeutics Preparedness Act si integra con altri progetti legislativi, sovrapponibili nei contenuti.

Un testo presentato a inizio Marzo dallo stesso Gallego e dal senatore repubblicano David McCormick prevederebbe infatti la creazione di cosiddetti “centri di eccellenza” all’interno delle strutture del VA, in grado di facilitare l’accesso ai trattamenti psichedelici.

Il progetto verrebbe finanziato mediante uno stanziamento annuo di 30 milioni di dollari.

Si tratta di uno schema analogo a quello delineato dai deputati Lou Correa e Jack Bergman – democratico il primo repubblicano il secondo, i quali nell’aprile del 2025 hanno introdotto un disegno di legge ancora in attesa dell’approdo in Aula. Questo insieme di iniziative suggerisce l’esistenza di una strategia più ampia e coordinata.

Secondo Melissa Lavasani, fondatrice della Psychedelic Medicine Coalition, la proposta di legge “apre la strada al passaggio da piccoli studi frammentari a uno sforzo federale coordinato incentrato su prove, sicurezza e risultati concreti per i veterani. In altre parole, crea un percorso credibile per stabilire se i trattamenti assistiti da sostanze psichedeliche debbano entrare a far parte dell’assistenza standard”.

Stando a Lavasani, per il resto della popolazione la misura contribuirà ad ogni modo a “definire il modello per la somministrazione sicura e su larga scala di questi trattamenti.”

Come anticipato, il carattere bipartisan dell’iniziativa assume una valore particolarmente significativo alla luce della polarizzazione dello scenario politico statunitense.

Appare evidente come negli USA la medicina psichedelica si stia progressivamente liberando da anacronistiche letture ideologiche, trovando posto crescente all’interno dell’agenda sulla salute pubblica. 

Per i veterani, questa evoluzione potrebbe tradursi, nel tempo, in nuove opportunità terapeutiche.

Responsabile legale della Lista Referendum e Democrazia dal 2022 e Presidente del Comitato Promotore Referendum Cannabis Legale (2021), per l’Associazione coordina varie attività. Senatore radicale (2008 – 2013) per 20 anni ha rappresentato il Partito Radicale all’ONU. Ha collaborato con studi legali inglesi e fondazioni americane su questioni di diritti umani in Italia. Nel 2018 ha fondato Science for Democracy e nel 2021 è stato Sherpa per il Values 20 Group. Ha pubblicato “Operazione Idigov, Come il Partito Radicale ha sconfitto la Russia di Putin alle Nazioni Unite” e “Farnesina Radicale, memorie scelte di vent’anni in giro per il mondo per il Partito Radicale”, “Sgorga Tumulto, finzione, funzione non fazione politica” e curato  “La Cannabis fa bene alla Politica”, “Terapie Stupefacenti” e “È la dose che fa ‘l veleno” (tutti con Reality Book). Per Fandango Libri, con Filomena Gallo ha curato “Proibisco Ergo Sum” (2018) e con Giulia Perrone “Così San Tutt3” (2021). È laureato in lingua e letteratura nord-americana.