La presidenza della Repubblica sembra essere rimasta l’unica istituzione politica a rendersi conto del danno arrecato ai cittadini italiani dall`assenza di libertà civili sui temi della vita e dell`autodeterminazione individuale. Il richiamo di Napolitano alle Camere, in occasione dell`incontro con il Comitato Nazionale di Bioetica, si fa forte del grande consenso che questi temi hanno presso l`opinione pubblica, e fa emergere la necessità che una maggioranza politica in Parlamento si faccia carico finalmente di quella maggioranza sociale favorevole a obiettivi come eutanasia e testamento biologico, ricerca sugli embrioni, fecondazione assistita, pari diritti per le unioni omosessuali. Sul fine-vita il richiamo di Napolitano è insistente. Sono passati quasi quattro mesi dal giorno in cui il Presidente inviò a Carlo Troilo, dirigente dell`Associazione Luca Coscioni, una lettera in cui sollecitava il Parlamento ad un «sereno e approfondito confronto» sui drammatici problemi del fine vita, ribadendo la posizione che aveva già reso pubblica nel dicembre del 2006 rispondendo a una lettera di Piergiorgio Welby. Nonostante i richiami del Colle, che si collegano idealmente a quelli su carcere e giustizia, Parlamento e governo fanno a gara nel bloccare ogni avanzamento e negare persino il dibattito sull’eutanasia e le altre libertà civili. Lo stesso Matteo Renzi, che su economia e riforme istituzionali ama presentarsi come colui che punta sul rapporto diretto con il popolo, su questi temi ha invece finora voluto o accettato di far prevalere le logiche paralizzanti di coalizione. Il disservizio pubblico dell’informazione radiotelevisiva copre l’inerzia parlamentare attraverso il silenzio e la censura, grazie alla quale, ad esempio, la gente non sa che la proposta di legge di iniziativa popolare per l`eutanasia legale attende da 10 mesi di essere calendarizzata dal Parlamento. Infatti, proprio il 13 settembre dell`anno scorso abbiamo consegnato alla Camera dei Deputati oltre 70.000 firme sottoscritte e certificate di cittadini italiani che vogliono che si parli di fine-vita in Parlamento. Da allora nessuna calendarizzazione, né audizione, né un serio dibattito televisivo. Come Associazione Luca Coscioni, invitiamo i parlamentari e i ministri che vogliano raccogliere in modo concreto il monito del Presidente e fare affermazione di coscienza laica e antiproibizionista a far parte del soggetto politico che vive questi temi come priorità, e dunque a iscriversi alla nostra associazione, soggetto costituente del Partito radicale. Per quanto riguarda l’eutanasia, il primo appuntamento che diamo loro è per lunedì mattina al Comune di Milano, con Umberto Veronesi e Vittorio Feltri per l’incontro «Eutanasia: il Parlamento si faccia vivo». La presenza di Feltri è anche un segnale incoraggiante per la ricerca di maggioranze trasversali inedite. A patto, però, di volerle davvero cercare.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.