Io sono abbastanza perplesso. Quello della cgil la ritengo fuori dal mondo, perche’ la situazione negli altri paesi europei, e’ che c’e’ obiezione di coscienza. L’italia viene condannata per l’unica anomalia esistente che l’aborto in italia si puo’ fare solo nel pubblico. Quando sento dire dalla collega avvocato che in italia le donne vanno a pagare e’ una balla colossale. In italia l’aborto e’ vietato nelle strutture private. Non e’ clandestina, non ho detto quello, sta scritto strutture private. Le uniche strutture private sono quelle accreditate che sopperiscono e garantiscono il servizio a tariffe della regione esattamente come per tutte le altre prestazioni. La puglia, quando io polemizzo sempre con vendola perche’ hanno il 40% di.., in realta’ e’ l’unica che tratta le ivy che permette anche l’accreditamento, e se la signora va al policlinico o a un altro ospedale e ha lo stesso trattamento non cambia. Dopodiche’ l’italia e’ l’unico paese occidentale che l’aborto e’ consentito solo nelle strutture pubbliche o quelle accreditate e non con medici privati come succede in spagna, in svizzera e via dicendo. Secondo, in italia gli aborti non li fanno i medici, li fanno 5 mila medici autorizzati che sono i ginecologi ospedalieri. Ci sarebbero i ginecologi dei consultori che non hanno mai attivati e non fanno mai aborti. Dopodiche’ dopo 35 anni la dice lunga e faccio due osservazioni finali. La prima, quando parliamo di coscioni e radicali vi sono sempre molti esperti di materie legali chi per professione, chi per passione, chi per motivi politici, su quelli medici un po’ meno. Pero’ se in una legge c’e’ scritto che io invito a non fare una cosa, che valore di forza ha? Zero. Eppure la 194, se io vi chiedessi: ma la donna deve aspettare 7 giorni per poter abortire? La domanda media dei colleghi ginecologi non dei medici: la legge prevede l’obbligo dei 7 giorni di attesa. Cosa che non e’ assolutamente vera, tant’e’ vero che quelli che fanno i certificati urgenti.. La 194 non e’ vista nemmeno da chi si oppone in questi modi. La roba dell’obiezione di coscienza e della campagna del medico che obietta e’ promossa da famini il quale andato in pensione si e’ ricordato di 30 anni prima e’ ridicola. Ma ridcola per un semplice motivo, lo dico con molta franchezza. Se noi guardiamo i dati, nel 1983 e finalmente il ministero ha fatto una relazione quest’anno a forza di sentirlo dire in giro, nel 1983 in questo paese i ginecologi che facevano gli aborti erano 1607. Gli aborti erano 233 mila. Ogni medico aveva parecchi aborti di media. Oggi secondo il ministero sono 1546. Gli aborti sono scesi da 233 a 115 mila. Ma se la situazione e’ disastrosa oggi e era ancora piu’ disastrosa nell’83. Visto che i presidi pdieri erano 570 circa, lo erano allora e lo sono pressoche’ adesso. Il numero degli aborti e’ piu’ o meno lo stesso, c’e’ stata una punta negli anni 2000 poi e’ scesa. Per cui anche quando mirella da’ una visione personale, in realta’ si e’ passati dal 59% di obiettori oggi a 30 anni di distanza al 60%. Si puo’ con lo stesso numero assoluto nella stessa struttura sanitaria creare il disastro? No, abbiamo fatto la polemica, ce ne siamo convinti e in questo paese individuare il nemico e’ il modo migliore per avere applausi e non affrontare le cose. Io sono il primo che si mette in mezzo. Io non conosco donne, ne ho conosciute 3 o 4 che non hanno potuto fare l’aborto in questo paese perche’ i propri consultori li hanno dilazionati. Sono finiti in tribunale. Quando sento dire che l’avvocato dice che una donna ha avuto l’aborto ferapeutico e ha partorito da sola e non e’ stata assistita, l’aborto e’ un travaglio, se e’ cosi’ non e’ da corte europea il quale ci ridera’ in faccia, ma e’ da corte italiana, perche’ l’assistenza e’ obbligatoria qualunque contesto. Se un collega si e’ rifiutato di andare da una donna che sta espellendo e l’atto e’ attivo come dimostra la vicenda, l’assistenza quello va immediatamente in procura, commissione di disciplina interna e via dicendo. Io credo che la 194 per questo ha ragione mirella su una cosa. Io sono uno dei pochi mirella e’ anche una di questi ma un po’ meno. Ci sono 5-6 colleghi in giro per l’italia che fanno aborti per attivita’ professionale. E’ normale che i colleghi facciano altre cose. Quello che bisogna fare oggi e’ partire dai dati, vedere la realta’ che e’ diversa regione per regione, posto per posto e per la politica fare quello che non ha mai fatto in questi 30 anni, cioe’ dare incentivi, ma non vuole dire incentivi economici, a parte che sono andati in altre strutture. Guardate, perche’ poi le cose concrete sono quelle minori. Quando facevamo aborti a valenza, facevamo 3 aborti al mattino, li facevo e poi me ne andavo. In un’ora e mezza avevo finito il mio turno. Perche’ l’anestesista era un obiettore, e quindi veniva uno da un altro ospedale. Figuriamoci nessuno mai si era lamentato, le donne erano quelle due o tre a settimana, contento io che in due o tre ore me ne facevo e contento l’anestesista per quello che prendeva. Oggi c’e’ un problema che non sono gli obiettori di coscienza in quanto tali. Sono il fatto che gli obiettori di coscienza, la stragrande maggioranza di loro e’ favorevole all’aborto, semplicemente non piace, non e’ un bel lavoro, fare la fecondazione assistita e’ molto piu’ fine e fra l’altro per la fecondazione assistita non c’e’ obiettori. Ma c’e’ una lista di attesa. Tipo far aspettare una settimana, due settimane. La meta’ delle donne abortiscono entro 15 giorni.
Pero’ per la fecondazione assistita in ospedale pubblico medio ti vedono lascia perdere se e’ vero o non e’ vero, poi ti dicono: la chiameremo fra un anno e mezzo. I medici in altri centri convezionati o intra moenia entro 2 mesi ti vedono.
Ognuno si trova la realta’ che trova naturalmente, pero’ partira’ una campagna spero finalmente il fatto che la legge 40 ha permesso che la fecondazione assistita non in coerenza con la 194 si possa fare nei centri privati. A quel punto hanno avuto non gli obiettori, perche’ bastano molti meno medici ma una struttura diversa. Questo e’ il punto vero secondo me da affrontare. Lia vello europeo dobbiamo contestare la 194 nella parte che non e’ una buona legge, che non e’ una legge statalista. Persino i trapianti in questo paese possiamo fare privatamente. Se garantisco il livello di assistenza. Metto berlusconi per dirne una, e’ andato in francia a farsi operare, decide di pagare e venire in clinica privata a fare il trapianto. Ho finito. Per cui siccome la questione torna spesso e molte volte vedo i colleghi che dicono.. Ecco per esempio il testimone di geova. Non vuole fare la trasfusione? Perfetto c’e’ il collega accanto che la fa. Quando arriva una donna musulmana, c’e’ il collega che dice chiamiamo un medico donna. Altri che dicono no. I medici che noi troviamo non solo per questo ma per altre religioni, perche’ i medici sono molto vari, i medici che non vogliono fare alcune cose si affida ad altri colleghi, ma anche per gli aborti. Al sant’anna siamo in due a farli. Viale, la vuoi fare tu? E me la mandano. Semplicemente e’ una tecnica particolare, e alcuni vogliono fare nell’interesse della donna. Ecco perche’ quel ricorso europeo lo ritengo utile in modo assoluto. Nel modo in cui rischia di fare autogol, perche’ se non si individua il punto forte non cambia assolutamente nulla. Scusate.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.