Procreazione, nuovo rinvio della Legge 40 alla Consulta

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Raggiunto l’obiettivo della modifica degli articoli sugli aspetti medico-scientifici, le ordinanze dei tribunali puntano ora a ‘smontare’ la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita colpendo i ‘capisaldi etici’ della normativa, a partire dal divieto di fecondazione eterologa. In questa direzione, il Tribunale di Firenze ha rinviato la legge alla Consulta sollevando la questione di legittimita’ costituzionale dell’articolo che vieta l’eterologa.

 

Ed e’ la terza volta nel solo mese in corso, dopo che anche i Tribunali di Milano e Catania hanno rinviato la legge alla Corte Costituzionale sempre in merito al ‘no’ all’eterologa. A presentare l’ultimo ricorso e’ stata un coppia sterile di Trento, rivoltasi all’Associazione Coscioni dopo il rifiuto di un Centro di Firenze di eseguire la fecondazione eterologa, tecnica che consente appunto alle coppie sterili di poter procreare utilizzando materiale genetico di un terzo soggetto.

 

Nette le motivazioni del giudice fiorentino: il divieto all’eterologa contrasta con l’art.3 della Costituzione (‘Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge’). Ad essere violato sarebbe dunque il principio di eguaglianza “poiche’ – spiega Filomena Gallo, legale della coppia insieme all’avvocato Gianni Baldini – la legge prevede l’accesso alla fecondazione assistita alla coppie infertili e sterili, ma vieta alle coppie sterili l’eterologa che e’ l’unica tecnica che potrebbe dare loro una speranza di gravidanza, discriminando cosi’ le coppie in base alla gravita’ della patologia”.

 

Quanto alle ragioni a sostegno del divieto assoluto di eterologa, come i pericoli di commercializzazione del materiale genetico o di parentele atipiche, sottolinea Baldini, “non giustificano comunque tale divieto, essendo ben possibile regolare la vicenda come gia’ hanno fatto 36 dei 39 paesi aderenti al Consiglio d’Europa”. Ora, la Corte Costituzionale potra’ fissare una nuova udienza per pronunciarsi, mentre ad oggi i tribunali hanno gia’ trattato la legge 40 per ben 25 volte.

 

Plaude all’ordinanza l’associazione Cecos Italia che raggruppa i maggiori Centri di fecondazione assistita, chiedendo ora un cambiamento della legge per dare “risposte concrete” a tantissime coppie. E la richiesta di un “intervento urgente del Parlamento per consentire alle coppie italiane di accedere all’eterologa” arriva dai Radicali. Un giudizio opposto e’ quello espresso dall’Associazione Scienza&vita: “Il ricorso del Tribunale di Firenze risponde ancora una volta a una costante opera di delegittimazione per via giudiziaria della Legge 40, quando e’ noto che il divieto di eterologa risponde a precise e fondate esigenze di tutela dei bambini, della coppia, della famiglia e della societa”‘.

 

Vari invece gli esponenti del mondo scientifico che valutano positivamente il rinvio alla Consulta: “fa intravedere la concreta possibilita’ di sanare la violazione dei diritti di molte coppie italiane, oggi obbligate ad un insopportabile esilio procreativo per vedere riconosciuti i propri diritti di cittadinanza”, afferma il ginecologo e membro del Comitato nazionale di bioetica Carlo Flamigni. E per il segretario della Societa’ Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale, Claudio Giorlandino, la legge e’ semplicemente “smontata dal buon senso”.

 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.