Uccise le madre malata, pena ridotta: “Fu eutanasia inconsapevole”

La Stampa

Operaio di Novara in primo grado era stato condannato a 14 anni: sconto di quattro anni in Appello

marco benvenuti

Fin da subito, qualcuno parlò di "eutanasia inconsapevole". Oggi,  Angelo Massobra, 69 anni, l’operaio in pensione che la sera del 13 novembre 2010 ha ucciso, soffocandola, la madre novantenne, ha ottenuto in Appello uno sconto di pena.


Agli inquirenti aveva confessato che era stanco di vedere l’anziana donna ammalata e sofferente. Condannato in primo grado, con giudizio abbreviato, a 14 anni di carcere per omicidio volontario, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Torino, accogliendo la richiesta dello stesso pubblico ministero, hanno riformato la sentenza infliggendogli 10 anni di reclusione. L’uomo, dopo un primo periodo di custodia cautelare in carcere, ora si trova ai domiciliari in un monastero del Piemonte, a un’ora di strada da casa, circondato dall’affetto di moglie e figli.

Nell’istituto religioso il pensionato si dedica al lavoro artigianale e nei campi. La Corte, spiega il suo difensore, l’avvocato Giulia Ruggerone (che lo assiste assieme al collega Manuel Sarno) «ha ritenuto di poter concedere le attenuanti generiche prevalenti sulle contestate aggravanti». Di qui l’abbattimento della pena.

Un dramma della disperazione quanto accaduto in una palazzina di via Monte Grappa a Novara. Una situazione da più parti definita, già nell’immediatezza dei fatti, come «eutanasia inconsapevole». Massobra si era recato nell’appartamento adiacente al suo, dove viveva la madre, vedova, e l’aveva strangolata e soffocata a mani nude. L’anziana era inferma e malata da tempo. Aveva confessato dopo due giorni in questura: «Non ce la facevo più a vederla in quello stato, ho voluto aiutarla».

La consulenza tecnica sulle condizioni cliniche e psichiche dell’imputato, redatta per conto della difesa dal professor Giuseppe Sartori, docente di Neuroscienze all’università di Padova, è arrivata alla conclusione che difficilmente l’uomo avrebbe sopportato ancora le sofferenze della madre.