Turci a Pisanu: “Agevoliamo il voto degli italiani all’estero”

«Il calcolo del quorum nel referendum sulla procreazione assistita terrà conto degli italiani all´estero». Lo dice il ministro dell´Interno Beppe Pisanu e subito la mente dei promotori corre al 2003 quando gli italiani votarono per la prima volta per corrispondenza.

Ma soprattutto al 1999, quando il quesito sull´abolizione della quota proporzionale mancò il 50 per cento per una manciata di voti. E si scoprì dopo che le liste elettorali erano piene di italiani ultracentenari emigrati decenni prima e defunti in paese esteri.

Ma questa volta il ministro dell´Interno assicura che la scena non si ripeterà, perché “morti e fantasmi” sono stati cancellati dagli elenchi elettorali. «Abbiamo fatto un lavoro, che è in via di completamento, per ripulire i due elenchi in modo da farli coincidere verificando in maniera documentale la coincidenza della condizione di italiano all´estero con quella di iscritto all´anagrafe del Comune di origine. Questo lavoro è praticamente terminato e mancano solo i casi più controversi», spiega Pisanu. Assicurazioni che però non tranquillizzano i promotori. Il diessino Lanfranco Turci, tesoriere del comitato promotore, ricorda che il ministro parla ancora di “casi controversi” mentre il 20 maggio i primi connazionali cominceranno a votare.

«E´ dunque assolutamente necessario – spiega Turci – che a ricevere la scheda elettorale siano solo gli italiani all´estero che effettivamente hanno diritto di recarsi alle urne. Al ministro ricordiamo che il quorum del referendum si gioca sul filo di lana». Il quorum non però è il solo problema che preoccupa i referendari. Ieri lo scontro si è spostato sugli spot informativi che sta preparando la Rai. Spot ancora in fattura mentre la campagna doveva essere già iniziata. Spot che però ieri non hanno passato il vaglio del presidente della Vigilanza Rai Claudio Petruccioli che ha proposto numerose correzioni. La questione è sottile ma importantissima. Uno degli spot Rai, per esempio, sosteneva che in caso di abrogazione del primo quesito sarà «consentita la clonazione umana a fini terapeutici…».

Petruccioli ha corretto il testo scrivendo che «il quesito propone, innanzitutto, di consentire la produzione, a scopo terapeutico o di ricerca, di cellule staminali e tessuti umani mediante clonazione…». Correzioni che non sono piaciute ai consiglieri di An Pedrizzi e Bonatesta che considerano i testi della Rai «perfino troppo politically correct. Non pensi, Petruccioli, di poterli ulteriormente edulcorare ad arte». Di parere completamente opposto la diessina Barbara Pollastrini. «E´ scandaloso che si voglia manipolare il senso reale e concreto dei quesiti referendari tentando di suscitare paura, confusione e panico pur di non parlare della verità e confrontarsi a viso aperto con i fatti», dice la coordinatrice Donne della segreteria nazionale Ds. Sul piede di guerra anche i Radicali italiani che attaccano la tv pubblica e privata, accusate di non dare la necessaria, corretta informazione sui referendum.

Dice il segretario Daniele Capezzone: «Mi auguro che la commissione di vigilanza riesca a fermare questo scempio». I radicali attaccano Mediaset, giacché il responsabile dell´informazione politica Paolo Vigorelli ha comunicato che i palinsesti Mediaset concederanno al referendum solo otto ore. «Era difficile battere la Rai nella gara dell´illegalità e della disinformazione, ma Mediaset si candida a vincerla», commenta Capezzone..