Sospese cure invasive a malata di sclerosi Associazione Coscioni: ‘E’ autodeterminazione’

La Repubblica – Bologna

Lo ha stabilito il Tribunale di Reggio Emilia: la donna, ora non più in grado di esprimersi, in occasione della malattia del padre si era detta contraria a protocolli invasivi. "Legislatore ancora inerte e incapace di produrre norme su questi casi"
 

Una donna affetta da sclerosi multipla in fase avanzata, che ora non è più in grado di esprimere la propria volontà ma lo ha fatto in passato, potrà rinunciare a cure invasive, venendo sottoposta soltanto a cure palliative. Lo ha stabilito il Tribunale di Reggio Emilia, come rende noto Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni. 



"L’ordinanza emessa dal giudice – spiega Gallo – riconosce al paziente il rifiuto alle cure, e dunque il diritto all’autodeterminazione". "Il giudice ha provveduto a ricostruire la volontà sul punto espressa dalla donna anni prima nella pienezza delle proprie capacità, in occasione della malattia del padre, e raccolta attraverso la testimonianza delle persone a lei vicine". Da queste dichiarazioni è emerso che la donna si era dichiarata contraria a qualsiasi forma di accanimento terapeutico". 



"Dottrina e giurisprudenza – commenta Gallo – continuano a affermare il diritto riconosciuto costituzionalmente di poter scegliere ciascuno le proprie cure, anche nelle decisioni di fine vita; una strada aperta al legislatore che da troppo tempo rimane inerte e incapace di esprimere norme che regolino questi casi".