Il primo a sfilarsi è stato Enrico Letta. Qualche giorno fa, sui divani della trasmissione «TeleCamere», l’ex allievo di Beniamino Andreatta ha annunciato: «Ai referendum sulla fecondazione assistita non andrò a votare perché il referendum non è lo strumento giusto per dirimere materie così complesse».
Una presa di posizione simile a tante altre, senonchè Letta è uscito allo scoperto proprio nelle ore in cui crepitavano scintille tra il presidente della Cei, Camillo Ruini, capofila dell’astensionismo e Romano Prodi, che invece ha fatto sapere che lui andrà a votare. Il giovane Letta – da anni una delle stelle del firmamento prodiano è il primo politico della sinistra cattolica a condividere,sia pure indirettamente, le ragioni della Cei anziché quelle di Prodi. Ma non è l’unico: nel mondo cattolico democratico è in corso una diaspora di dimensioni inattese.
Per ragioni diverse, ma comunque convergenti con le direttive del cardinale Ruini, in ordine sparso si stanno pronunciando a favore dell’astensione personaggi influenti del mondo cattolico-democratico: il presidente delle Aci, Luigi Bobba ; la presidente dell’ Azione Cattolica Paola Bignardi; padre Michele Simone, successore di padre Sorge, a “CiviltàCattolica