Referendum, le Ds con Ferilli. Belillo: non mi scuso

MILANO E adesso, guai a domandarle se chiede scusa. «Scusa io? E perché, cosa ho fatto di male? Chiediamo scusa, piuttosto, a tutte quelle donne che si sono affidate a noi per il referendum, e che magari stanno attraversando il doloroso percorso della fecondazione assistita». Katia Belillo ritorna sul caso Sabrina Ferilli. E pur chiarendo «di non voler fare polemiche con nessuno», la deputata del Pdci ribadisce la sua posizione. Quella cioè con la quale, intervistata dal Corriere, criticava l’attrice romana per l’intervista a Gente nella quale annunciava dì voler adottare un bimbo. Senza affidarsi, quindi, ai metodi di fecondazione assistita, che invece un mese fa aveva sostenuto come testimonial per la campagna referendaria dalle copertine di molti giornali. Un’uscita che ha fatto gridare allo scandalo non solo Belillo. Ma anche, ad esempio, il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi (FI, che votò sì). E l’Avvenire. Tante, però, le prese di posizione in favore della Ferilli. Ieri, su l’Unità, la coordinatrice femminile della Quercia Barbara Pollastrini ha espresso la sua solidarietà a nome di tutte le diessine. E bacchettato, senza nominarla, la Belillo: «è triste vedere come qualche nostro autorevole collega parlamentare possa manipolare e offuscare una scelta compiuta in nome dell’impegno civile e della vicinanza alla libertà e responsabilità delle donne». Su Repubblica Michele Serra, sempre ieri, ha dedicato al caso la sua rubrica «L’Amaca». Anche lui per difendere l’attrice da «una piccola e stupefacente polemicuzza«: «Esprimersi in favore di un diritto non significa rivendicano per sé, ma per gli altri. Una donna può considerare sacrosanto che le donne possano concepire un figlio in provetta, ma non voglia farlo». Suppergiù, le argomentazioni usate da Ferilli nella lettera inviata al Corriere, nella quale liquidava la polemica «come pretestuosa ». E ricordava alla deputata pdci «di non aver preso compensi per la campagna referendaria. Per questo, di quanto affermato, dovrà rispondere in tribunale«. «Oddio — trasecola Belillo —’ e che avrò mal detto? Ho fatto un ragionamento articolato, poi sintetizzato. Ma che male ci sarebbe ad essersi fatta pagare? La verità è che sono amareggiata da quanto sta accadendo. Polliastrini e altri colleghi che mi accusano di voler offuscare e manipolare. Io? Ma scherziamo? E neppure una telefonata per avvisarmi, Io credo solo che sia inopportuno che una persona che un mese fa ha dato la sua faccia per dire una cosa, il mese dopo abbia detto il contrario. Per questo non chiedo scusa. Sono la cattiva? Fa nulla».