Referendum, il governo sta con Ruini Grande sit-in davanti Palazzo Chigi per chiedere il voto il 29 maggio.

Maria Zegarelli
C’e il palchetto, un microfono,altoparlanti poco più sotto. Rose rosse,rosa, gialle, bianche. Uomini e donne,un bel sole che promette primavera, dietro c’e Palazzo Chigi, la sede del governo.E un sit in, quello che si sta svolgendo in piazza Montecitorio, di quelli ben organizzati, cartelloni stile sandwich «governo fatti coraggio, referendum a maggio”, e gente incuriosita che si avvicina e quando capisce qual e il tema si ferma e ascolta. Si parla della legge sulla fecondazione assistita, la legge 40, che molti italiani e molte italiane vorrebbero abrogare. Che la Chiesa difende tenacemente, invitando a disertare le urne,con il cardinal Ruini che si comporta neanche fosse un re con il suo esercito. E il governo sta lì che aspetta. Ancora non ha detto quando si andrà a votare.Alla fine, il Comitato promotore dei referendum ha deciso di procedere con iniziative più clamorose, visto che il dialogo politico non ha funzionato. Silvio Berlusconi, che dopo il proclama di Ruini ha detto che non sa se andrà a votare,ha spiegato nei giorni scorsi che il governo aspettava di avere le ultime delucidazioni dal ministro dell’Interno Pisanu. Quest’ultimo, a sua volta, ha ribattuto che spetta al consiglio dei ministri decidere la data. Ma ieri sera e stato il vicepremier Follini – dal consueto “microfono aperto” di Porta a Porta a svelare il gioco del governo: “Per una serie di ragioni si arriverà a fissare la data a giugno”. 1150 il 12. Proprio quello che i comitati, i Ds, i verdi, l’opposizione al completo considerano un boicottaggio balneare: chiedono infatti che si voti il 29 maggio, prima dell’esodo vacanziero,delle gite fuori porta, dei lunghi week end di inizio estate.

Ritardi e silenzi. Sono più di cento i parlamentari che hanno aderito al sit-in dì protesta, con molti esponenti del centro destra (tra cui Carlo Vizzini,Antonio Del Pennino, Alfredo Biondi).Cavino Angius, senatore Ds, confuso tra la folla, osserva: “Pisanu sostiene che la data dei referendum deve essere fissata dal governo. Anche se questo è vero, mi meraviglio di questo ritardo e ritengo che non ci sia ragione convincente e accettabile per rimandare la definizione di questa data.
Mi auguro che le date di cui si sente parlare in questi giorni, quelle del 5 e del 12 giugno, non siano quelle definitive”. Il radicale Daniele Capezzone, dal palco dice: “Mirivolgo al ministro Pisanu, che stimo.

Mi pare di capire che il ministro sia orientato ad una decisione rapida del governo. Ecco, spero proprio che non ci siano regali frettolosi alla Cei, a proposito della scelta della data dei referendum. Ricordo ancora le parole chiare, nitide, che Pisanu allora autorevole esponente dell’opposizione, pronuncio nel 1997, quando il governo Prodi Napolitano si apprestava a scegliere giugno.
In quella occasione Pisanu disse parole chiare a difesa dei diritti dei referendari di tutti i cittadini e mi auguro che non voglia smentirle e smentirsì”.I diritti dei cattolici. Barbara Polla strini, coordinatrice delle donne Ds, e Lanfranco Turci, tesoriere del Comitato,stanno gli “onori di casa”.

La prima elegantissima come sempre, il secondo con una rosa rossa appuntata sulla giacca, “perchè le rose fioriscono a maggio!. E la volta di Franca Bimbi della Margherita, “credente” come lei stessa dice. “Non pensavo – sottolinea che in uno Stato laico fosse necessario sottolinearlo, ma visto che ci sono persone come il cardinale Ruini che invitano a non votare i cattolici, io devo dire che come credente voterò quattro sì. Ruini non può arrogarsi il diritto di parlare a nome dei cattolici, perchè questa è un’eresia. Ed io da donna credente,mi rivolgo proprio ai militati dell’ Acli, agli scritti alla Banca etica, li invito a venire a testimoniare che come credenti e giusto andare a votare, questa è una legge sbagliata, deve essere modificata”. E aggiunge anche che le dispiace che nella Margherita non ci sia stato confronto su questo tema.

Quattro sì contro la legge. Intervengono Fabio Mussi approfitta di una pausa dei lavori della Camera, che oggi presiede lui, per dire che bisogna difendere lo Stato laico, la liberta della ricerca e l’ autoderminazione degli uomini e delle donne , Giovanna Melandri “questa è una legge pessima, va cambiata. Antonio Del Pennino – “temo che il manto purpureo del cardinal Ruini sistenda sulla casa della liberta, spero chenon sia così, ma le dichiarazioni di Bondi non lasciano molta speranza” , Aitanga Giraldi, della Cgil, Maura Cossutta, Katia Zanotti, Barbara Pollastrini -“Berlusconi il grande esternatore, suireferendum balbetta, non ha il coraggio di una posizione, non dice neppure seandra a votare oppure no”, e LanfrancoTurci. Chiedono quattro “sì” ai referendum e il 29maggio quale data per andare a votare. Una staffetta che va avanti per due ore. La gente ascolta. lì governo si nasconde