Rassegna stampa Basilicata, sul caso San Carlo

Caso San Carlo: Rassegna Stampa, 19 Gennaio

Da Gazzetta del Mezzogiorno, 19 Gennaio

Aborto/Bolognetti e Bernardini
Denuncia dei Radicali Lucani “Sono Convenzioni illegali”
Potenza – Rita Bernardini, Segretaria Radicali Italiani e Maurizio Bolognetti, segretario Radicali Lucani e Consigliere Ass. Coscioni annunciano che adiranno le vie legali contro le convenzioni stipulate dall’ospedale San Carlo con Cav e Advm. “alla luce dei dati ministeriali e di tutti gli elementi raccolti dall’inchiesta svolta dall’associazione Radicali Lucani, la legge 194/78 in Basilicata – spiegano – è di fatto inapplicata. Basti ricordare che oltre la metà delle donne lucane, che decidono di abortire, è costretta a recarsi fuori regione. Lo scontro sull’aborto non può essere visto come scontro tra favorevoli e contrari, ma, come più volte ribadito, esso è stato ed è scontro tra proibizionisti e legalizzatori. Attraverso la legalizzazione dell’aborto, riteniamo di aver stabilito il diritto delle donne alla libera scelta. Proprio grazie alla legalizzazione, gli aborti in questo Paese sono enormemente diminuiti, laddove, prima del 1978, vigeva l’aborto clandestino e di massa delle mammane e dei cucchiai d’oro. Naturalmente i cucchiai d’oro erano riservati a chi poteva permetterseli, mentre per chi non poteva c’erano le mammane. E sono state davvero tante le donne morte sui letti delle mammane.”

Da Gazzetta del Mezzogiorno, 19 Gennaio

Il Sen. Di Siena: “Scambiata per guerra di religione”

Potenza – L’obiezione sollevata dal segretario del Partito radicale, Maurizio Bolognetti, sull’inopportunità di rinnovare la convenzione tra l’Ospedale San Carlo di Potenza e il Centro di Aiuto alla vita “è totalmente fondata e dovrebbe essere immediatamente accolta.”
Lo sostiene il sen. Piero Di Siena(Ds), secondo il quale “il fatto che la convenzione duri da moltissimi anni è un motivo in più per mettere fine a un atteggiamento di sottovalutazione generalizzata su temi eticamente sensibili che riguardano la condizione delle donne nella nostra regione. Non si tratta di aprire una guerra ideologica, e tanto meno uno scontro su problemi attinenti il sentimento religioso. Deve essere del tutto chiaro – aggiunge il senatore Di Siena – che l’atteggiamento dovrebbe essere identico se rapporti simili a quelli intrattenuti dal San Carlo con il Centro di aiuto alla Vita si fossero stabiliti con associazioni di orientamento opposto. Stupisce inoltre la reazione di esponenti della Margherita, quasi che si fosse aperta una sorta di guerra di religione. Tra i tratti distintivi della tradizione politica della nostra regione vi è una idea della partecipazione dei cattolici alla politica rigorosamente distinta dalle convinzioni di fede, frutto di una robusta influenza del popolarismo di origine sturziana.

Da Gazzetta del Mezzogiorno, 19 Gennaio

Telefono Donna
Cav-San Carlo: “Autonomia alle donne”

Potenza – Convenzione tra l’ospedale San Carlo e il Centro di aiuto alla vita. Una proposta bipartisan di legge regionale, firmata da consiglieri provinciali, che vanno dalla Margherita ad An, punta a dare la possibilità ai volontari di Movimenti ed Associazioni per la vita di essere presenti nei consultori familiari, nei reparti di ostetricia e ginecologia, nelle sale d’aspetto e negli atri ospedalieri. Sul tema interviene Cinzia Marroccoli, Presidente di Telefono Donna Basilicata: “rispettiamo il lavoro volontario degli operatori del Cav, ma vogliamo ribadire che l’autodeterminazione della donna è per noi un principio fuori discussione. E’ necessario che ci sia il consenso materno a far sì che il prodotto del concepimento si sviluppi dentro di sé e diventi una nuova vita. E tale consenso, che parte dall’analisi della sua situazione personale sia sociale che interiore – spiega Marroccoli – deve essere il più possibile libero da costrizioni e pressioni. La Donna deve inoltre avere diritto alla riservatezza.”

Da Gazzetta del Mezzogiorno, 19 Gennaio

“Legge 194 e risultati tangibili”

Potenza – “La legge 194 attribuisce ai consultori un ruolo centrale, quale luoghi dell’assistenza e dell’educazione alla maternità e paternità responsabili, a partire dalla salute della donna e della coppia.”
Lo sostiene Roberto Speranza della segreteria regionale Ds secondo il quale “il ruolo delle associazioni di volontariato, di qualsiasi sensibilità esse siano, va visto come contributo legittimo e positivo, purché venga espletato nel pieno rispetto dello spirito della legge 194 e del ruolo che esso dispone per l’istituto del consultorio quale riferimento fondamentale e non sostituibile per l’accompagnamento delle donne ad una scelta libera e consapevole.”
Sul tema interviene anche Anna Maria Riviello direttore della rivista Decanter: “la legge 194/78 è una buona legge che ha ottenuto ciò che si era prefissata, la diminuzione del numero delle interruzioni di gravidanza, facendo affidamento sulla libertà delle donne. Le istituzioni pubbliche sono tenute a garantire pluralismo ed eguaglianza.”

Da Il Quotidiano della Basilicata, 19 Gennaio

Denuncia di Bolognetti. Di Siena(Ds) interviene sul Cav
“Per abortire costrette ad andare fuori regione”

“Oltre la metà delle donne lucane, che decidono di abortire, è costretta a recarsi fuori regione.” Questa l’ultima denuncia di Maurizio Bolognetti, Segretario dei Radicali Lucani. Denuncia che arriva contestualmente all’annuncio di adire alle vie legali in merito alle convenzioni “stipulate dall’Ospedale San Carlo” con il Centro di aiuto alla vita(Cav) e con l’associazione Difendere la vita con Maria(Advm).”
Convenzioni, queste, che hanno suscitato non poche polemiche tra abortisti e antiaboristi. Maurizio Bolognetti ha tenuto a ribadire che “alla luce dei dati ministeriali e di tutti gli elementi raccolti dall’inchiesta svolta dall’associazione Radicali Lucani, la legge 194/78(ovvero quella istitutiva dell’aborto) in Basilicata è di fatto inapplicata. Basti ricordare che oltre la metà delle donne lucane, che decidono di abortire, è costretta a recarsi fuori regione.” Scontro, quello sull’aborto, che per l’esponente lucano dei radicali “non può essere visto come scontro tra favorevoli e contrari, ma, come più volte ribadito, esso è stato ed è scontro tra proibizionisti e legalizzatori.” Per Bolognetti “attraverso la legalizzazione dell’aborto, riteniamo di aver stabilito il diritto delle donne alla libera scelta. Proprio grazie alla legalizzazione, gli aborti in questo Paese sono enormemente diminuiti, laddove, prima del 1978, vigeva l’aborto clandestino e di massa delle mammane e dei cucchiai d’oro.” “Naturalmente – si legge in una nota stampa – i cucchiai d’oro erano riservati a chi poteva permetterseli, mentre per chi non poteva c’erano le mammane. E sono state davvero tante le donne morte sui letti delle mammane.” Per i radicali è necessario per “chi ha davvero a cuore una ulteriore diminuzione degli aborti” chiedere “una maggiore informazione sessuale e contraccettiva, partendo dalle scuole.”
Ritornando alla stipula delle Convenzioni tra il San Carlo e le due associazioni Bolognetti ritiene “quanto meno singolare la scelta operata dall’Azienda ospedaliera di convenzionarsi con una associazione, che notoriamente si batte per l’abrogazione della legge 194/78 e che, tra l’altro, ritiene l’utilizzo dei più comuni metodi anticoncezionali un peccato.”
L’attività e l’iniziativa “antiaborista del Cav e dell’Advm – prosegue la nota – è ovviamente più che legittima, ma non può e non deve essere svolta all’interno di un ospedale pubblico.”
E sulla questione, ieri, è intervenuto anche il parlamentare Ds Piero Di Siena che ha rilevato come “l’obiezione sollevata dal segretario del Partito Radicale, Maurizio Bolognetti, sull’inopportunità di rinnovare la Convenzione tra l’ospedale San carlo di Potenza e il Centro di Aiuto alla vita è totalmente fondata e dovrebbe essere immediatamente accolta.”
Non solo. “Il fatto che essa duri da moltissimi anni è un motivo in più per mettere fine a un atteggiamento di sottovalutazione generalizzata su temi eticamente sensibili che riguardano la condizione delle donne nella nostra regione.”
Per Piero Di Siena “deve essere del tutto chiaro che se rapporti simili a quelli intrattenuti dal San carlo con il Centro di aiuto alla vita si fossero stabiliti con associazioni di orientamento opposto, bisognava comunque denunciare il tutto.”
Da Nuova Basilicata, 19 gennaio

Aborto al San Carlo è sempre polemica

Potenza – E’ sempre vivo il dibattito sulle convenzioni tra l’A.O. San Carlo di Potenza e le Associazioni cattoliche Cav e Advm.
Per il sen. Piero Di Siena(Ds), “L’obiezione sollevata dal segretario del Partito radicale, Maurizio Bolognetti, sull’inopportunità di rinnovare la convenzione tra l’Ospedale San Carlo di Potenza e il Centro di Aiuto alla vita è totalmente fondata e dovrebbe essere immediatamente accolta.
Non si tratta di aprire una guerra ideologica, e tanto meno uno scontro su problemi attinenti il sentimento religioso. Deve essere del tutto chiaro che l’atteggiamento dovrebbe essere identico se rapporti simili a quelli intrattenuti dal San Carlo con il Centro di aiuto alla Vita si fossero stabiliti con associazioni di orientamento opposto.”
Cinzia Marroccoli, Presidente dell’Associazione Telefono Donna, sostiene che “ l’autodeterminazione della donna è per noi un principio fuori discussione. E’ necessario che ci sia il consenso materno a far sì che il prodotto del concepimento si sviluppi dentro di sé e diventi una nuova vita. La Donna deve inoltre avere diritto alla riservatezza, e se non lo vuole, non deve essere messa in condizione di doversi giustificare, davanti a chi è orientato unilateralmente ed è oltretutto estraneo al percorso sanitario, per una scelta che è sempre sofferta, drammatica e dolorosa.”
Per Roberto Speranza, della Segreteria regionale Ds “la legge 194 ha garantito un solido e stabile terreno normativo ad una questione di per sé molto delicata, quale quella dell’interruzione volontaria di gravidanza. Crediamo che la discussione attorno alla legge 194 in Basilicata non possa rappresentare un terreno di scontro ideologico e, proprio per la delicatezza dei temi che affronta, debba definirsi a partire dall’interesse generale delle donne lucane e fuori dai fumi polemici.”
La segreteria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, e il segretario lucano Maurizio Bolognetti hanno preannunciato che il Pr adirà alle vie legali. Intanto, giova ribadire che alla luce dei dati ministeriali e di tutti gli elementi raccolti dall’inchiesta svolta dall’associazione Radicali Lucani, la legge 194/78 in Basilicata – sottolineano – è di fatto inapplicata. Basti ricordare che oltre la metà delle donne lucane, che decidono di abortire, è costretta a recarsi fuori regione. Lo scontro sull’aborto non può essere visto come scontro tra favorevoli e contrari, ma esso è stato ed è scontro tra proibizionisti e legalizzatori. Attraverso la legalizzazione dell’aborto, riteniamo di aver stabilito il diritto delle donne alla libera scelta.”

Da Basilicatanet, 18 Gennaio

(RI) CONVENZIONI SAN CARLO, INTERVENTO DEI RADICALI ITALIANI

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