Quando trionfa la bioetica vaticana

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Silvio Viale

C’è un filo che collega la morte del Cardinale Martini, la presentazione del film di Bellocchio a Venezia e lo stallo del dibattito sul fine vita in Italia. Il film di Bellocchio rappresenta bene la confusione che regna sui temi dell`autodeterminazione, del diritto alla morte e sulla dignità del morire, ma se qualcuno si aspetta la "forza" di un film come Mare Dentro, o di quello sulla storia di Jack Kevorkian, rimane deluso. Il film di Bellocchio non meritava la contestazione di quattro imbecilli a Venezia, come l`ostruzionismo alla sua realizzazione.

Anche il "nihil obstat" della Cei, alla fine, non è propriamente una nota di merito. Non a caso l`ultima scena si conclude con un messaggio di "speranza" che non riguarda il fine vita, ma la vita "sprecata" di una tossicodipendente che pensava al suicidio. Cosa centri la tossicodipendenza con il testamento biologico, il suicidio assistito, il trattamento eutanasico, il rifiuto delle terapie, fino alla sospensione della idratazione e della nutrizione negli stati vegetativi non è per niente chiaro. Anche la relazione occasionale dei due giovani, capitati quasi per caso sui due marciapiedi opposti delle manifestazioni, sembra marcare un distacco dalla dialettica dei-fronti contrapposti. Persino la figura del senatore friulano del Pdl, ex-socialista, con quel suo travaglio tutto interiore, personale e privato, interno alla politica, non rende giustizia al vero senatore friulano del Pdl, che su Eluana si espose eccome, come fece anche il presidente Pdl della Regione, anche lui ex-socialista. La stessa vicenda di Eluana, sempre sullo sfondo, ha la sua controfigura in una fiabesca e bionda Bella Addormentata, pronta per il gran ballo del principe azzurro, troppo lontana dall`immagine reale di una donna di 39 anni da 17 in stato vegetativo, per sempre addormentata. Così pure l`ultimo respiro della moglie del senatore, simbolicamente causato dallo spegnimento di un interruttore di una macchina misteriosa, è lontano dalla realtà della fame d`aria che assale un morente cosciente. Eppure l`evocazione della Bella Addormentata, che non troverà mai il suo principe azzurro, è una allegoria perfetta dello stato vegetativo e del passaggio al sonno eterno con la sospensione delle terapie. Del resto, rimanendo in tema, anche il suicidio assistito e ogni altra terapia eutanasica implicano la somministrazione di un potente sonnifero che traghetta da un dolce sonno alla dolce morte. Lungi da me contestare le scelte artistiche del regista e la strutturazione dell`opera non sono un critico d`arte ma debbo osservare che la grande operazione mediatica che aveva preceduto e accompagnato il film, complici anche le contestazioni, aveva creato in me ben altre attese. Vi è ovviamente una parte più "politica", una sorta di documentario distribuito sui televisori ovunque presenti nel film, con i Tg, con le dichiarazioni di Berlusconi e con gli spezzoni del dibattito parlamentare, affiancati dalla figura retorica dei senatori del Pdl alle terme, avvolti in asciugamani bianchi, come gli antichi romani. Si sente il Sen. Quagliariello che accusa "l`avete ammazzata!". Si risente Berlusconi che racconta la "storiella" che "potrebbe avere un figlio", quando una gravidanza l`avrebbe ammazzata, e che ripete la "balla" del 50% degli stati vegetativi che si risvegliano, quando il risveglio è impossibile dopo 17 anni. Con riferimento a Berlusconi, nel film ci sarebbe stato bene un riferimento all`onta di chi non ha avuto il coraggio di andare a visitare Eluana, un gesto di vigliaccheria che non potrà mai essere cancellato. Nel film non vi è una vera conclusione. Può essermi sfuggito, ma le parole testamento biologico non sono nemmeno pronunciate. Eluana sembra un episodio archiviato. In realtà, al contrario, oggi una nuova Eluana dovrebbe di nuovo subire le bizze non scontate di 10 anni di sentenze. La realtà è la scellerata circolare "Maroni-Fazio-Sacconi" emanata dopo l`istituzione del registro dei testamenti biologici a Torino e non ancora cancellata. La realtà è, però, anche il filo, che spero non si spezzi, che collega la Bella Addormentata alla morte del cardinale Martini, la cui volontà, chiamiamola pure testamento biologico, è stata rispettata, evitandogli l`alimentazione forzata e garantendogli, probabilmente, la sedizione terminale. È un filo che collega la morte di Carlo Maria Martini in Italia a quella di Giovanni Paolo II in Vaticano. E una sonda gastrica che lega Eluana al cardinale Martini e a Giovanni Paolo II. Da , medico mi permetto di suggerire a Bellocchio lo 

 spunto delle morti del cardinale Martini e di Giovanni Paolo II per un suo prossimo film, perché se è vero che vi e una complessità, come dice la Cei, vi è il rischio concreto di rimanere imprigionati nel monocolore di una bioetica vaticana e che la Bella Addormentata si riveli una occasione mancata.