Procreazione: referendum; vescovi lucani, non andare a votare

In un messaggio ”a tutti i fedeli cristiani delle Chiese di Basilicata”, arcivescovi e vescovi lucani hanno chiesto loro di ”non andare a votare il 12 e 13 giugno”, in occasione del referendum sulla legge 40 sulla procreazione assistita, esercitando ”un diritto democratico, sancito dalla Costituzione, che nessuno puo’ attaccare o disprezzare”. Il messaggio, costituito da otto brevi paragrafi, e’ stato distribuito in tutte le chiese per richiamare l’ attenzione dei fedeli ”su un tema di grandissima attualita’ e di importanza vitale”. Nel rilevare che il dibattito sui referendum ha assunto ”talvolta toni molto aspri”, gli arcivescovi Agostino Superbo (che e’ il metropolita), Michele Scandiffio e Salvatore Ligorio e i vescovi Francescantonio Nole’, Gianfranco Todisco e Vincenzo Orofino hanno sottolineato che la legge 40/2004 ”non si puo’ considerare una ‘legge cattolica’, vale a dire in piena conformita’ all’ insegnamento della Chiesa. Pertanto – hanno aggiunto – l’ augurio che essa possa essere migliorata e’ nell’ animo di tutti noi”. Secondo i presuli lucani, tuttavia, la legge in vigore ”ha permesso di coprire un vuoto pericoloso dettando, in un campo delicatissimo, regole certe, che mirano a tutelare il rispetto della vita e la salute della donna insieme alla garanzia, per i figli, di avere genitori certi”.

Pur evidenziando che ”ognuno e’ libero di esprimere la propria opinione”, i vescovi lucani hanno spiegato che ”in argomenti di tale importanza, l’ espressione del voto deve far appello alla coscienza personale ed alle convinzioni piu’ profonde, quelle che danno un significato valido alla nostra esistenza. In verita’ – e’ scritto nel messaggio, poco piu’ avanti – al di la’ dei quesiti referendari, si propone il giudizio su un valore altissimo, quello della vita umana, che la Chiesa ha sempre difeso, ‘dal primo istante del suo concepimento, fino al tramonto’ ”. Nel definire ”necessaria una informazione chiara e obiettiva”, i componenti della Conferenza episcopale della Basilicata hanno detto che la decisione di non andare a votare non e’ frutto di un ”partito preso ne’ tanto meno di mancanza di maturita’ politica o di assenza del senso dello Stato”. L’ astensione dal voto, nei referendum, ”e’ un mezzo democratico, messo a nostra disposizione dall’ articolo 75 della Costituzione.

Il non andare a votare, dunque, non significa disinteressarsi della vita pubblica, ma scegliere una via democraticamente possibile per confermare l’ operato dei rappresentanti del popolo in Parlamento” che – a parere dei vescovi lucani – nel preparare e approvare la legge 40, hanno profuso un impegno che ”non e’ da considerarsi inutile”.