
La Ru486 arriva nei consultori. La pillola abortiva in Toscana potrà essere data alle donne fuori dagli ospedali, cioè senza un ricovero ordinario o day hospital. II Consiglio sanitario regionale, cioè l’organo tecnico che affianca l’assessorato alla salute, è stato il primo in Italia a prendere una decisione del genere, che rischia di finire al centro di polemiche.
La Toscana era già stata la prima ad utilizzare il farmaco, che veniva acquistato all’estero per i singoli casi dall’ospedale di Pontedera già nel 2008. Nel parere del Consiglioèscritta tutta la procedurada seguire e vengono indicati i casi in cui si può ricorrere alla Ru486. La donna deve restare nel consultorio o nel «poliambulatorio» (espressione usata nella legge 194) per due ore dopo aver preso il farmaco. Poi può tomare a casa, portando con sé i numeri di telefono della struttura sanitaria e anche quelli del medico del pronto soccorso ginecologico più vicino, reperibile 24 ore su 24. A 48 ore dalla prima assunzione la paziente torna nel consultorio per prendere un nuovo farmaco e fissa una visita di controllo per 15 giorni dopo.
«Abbiamo seguito tutte le leggi che regolano l’interruzione di gravidanza — spiega Antonio Panti, vicepresidente del Consiglio sanitario e presidente dell’Ordine Cinque mini fal, quande f in 1 obbiigatlt oaieltàt del : cemen, dei medici di Firenze—Del resto giàla 194 apriva alla possibilitàdi introdurre metodiche nuove oltre alla chirurgia e indicava le strutture territoriali come luoghi dove praticarle. A questo punto le Asl toscana possono somministrare la pillola nei consultori, teoricamente anche senza una delibera della Giunta». La Ru486 è usata in molti paesi europei ed è definita sicura ed efficace dall’Oms. In Italia è stata introdotta nel 2009 dopo polemiche politiche feroci tra chi la vedeva come un sistema alternativoe meno invasivo della chirurgia e chi temeva che avrebbe “semplificato» gli aborti facendoli aumentare. In realtà il numero di interruzioni di gravidanza è sceso costantemente in questi anni (del 596 tra il 2011 e il 2012) e l’utilizzo della pillola abortiva rappresenta circa il 7% del totale. Ci sono alcune Regioni dove viene utilizzata molto poco, soprattutto al Sud, ed altre come Emilia, Toscana e Liguria dove molte donne la scelgono. Soddisfatta della decisione della sua regione Marisa Nicchi, parlamentare toscana di Sel: 4,Si tratta di un cambiamentocheoffre più libertà di scelta alle donne.
L’aborto farmacologico riduce notevolmente le liste d’attesa e garantisce una maggiore sicurezza, visto che più tempestivo è l’intervento, minori sono i rischi di complicazione».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.