
Mina Welby, questo caso è vicino a quelli italiani?
«Ogni caso è a sé. È la qualità di vita che conta. La sofferenza di Nicklinson è gravissima: non so se i medici hanno tentato tutto per alleviarla anche con la terapia alla cannabis».
Quant’è importante la scelta di twittare?
«Comunicando le sue immagini, quest’uomo non combatte solo la battaglia per morire, ma trova negli altri un aiuto. È giusto ascoltarlo, primi fra tutti i medici, affinché Tony sopravviva ancora un po’ nel modo più vivibile possibile».
Eutanasia: quanto siamo lontani?
«Molto, anche se i comuni cittadini hanno compreso il valore di essa: tutti abbiamo avuto una persona cara in simili condizioni».
Lei ne ha parlato nel libro L’ultimo gesto d’amore (Noubs). Cos’è l’eutanasia?
«Piergiorgio diceva una morte buona. Morire senza sofferenza, senza oltraggio alla propria vita e all’indipendenza del pensiero e della volontà».
Un’altra moglie lotta per la morte del marito. Cosa si prova?
«È dolorosissimo. Ma quando assisti a una sofferenza immane e non puoi più dare sollievo al tuo compagno, aiutarlo a morire è l’ultimo grande gesto d’amore, rassicurandolo che comprendi la sua scelta».