«Mi è morta tra le braccia». Dario Fo racconta gli ultimi istanti di Franca Rame, morta ieri a Milano.

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Se n’è andata ieri mattina poco prima delle 9. È morta in fretta Franca Rame, 84 anni il prossimo 18 luglio. Prima ancora che l’ambulanza facesse in tempo a raggiungere la sua casa di Porta Romana e prestarle soccorso. Una morte inattesa nella sua velocità anche se da tempo annunciata. Franca soffriva da troppo tempo. Prima una lieve ischemia, poi una serie di fratture, al polso, al piede, lesioni alle vertebre… Una serie di incidenti che l’avevano costretta all’immobilità. Sempre più stremata da quel calvario tra letto e poltrona, dai dolori, da un’insonnia acuita da violenti pruriti. «Non ne poteva più. Mia madre voleva morire — svela Jacopo, figlio di Franca e Dario —. Ad aprile, con grande sforzo, era venuta con mio padre nel mio agriturismo di Alcatraz, in Umbria. Sembrava essersi un po’ ripresa, ma poi il male l’ha riagguantata. Più forte di prima. Ha voluto tornare a Milano, a casa sua. Ma prima di partire mi ha fatto giurare che se quell’agonia fosse continuata a lungo, l’avrei portata in Svizzera per chiudere con dignità la vita». E lei cosa ha risposto? «Io sono un figlio obbediente, faccio quello che mia madre mi chiede. Per fortuna non c’è stato bisogno». 

Alla morte Franca pensava da tempo. Qualche mese fa mandò una lettera al Fatto Quotidiano: «Sono felice di aiutare Dario, ma mi manca qualcosa. Quel qualcosa che non mi fa amare più la vita. È per questo che voglio morire. Ma non so come fare», scriveva confessando di averci provato con i sonniferi. «Ma morire è difficilissimo! A parte che mi ferma il dolore che darei a Dario, a Jacopo, agli amici». A mancarle era il lavoro. «Sono triste perché sono disoccupata. Sono nata in teatro, ho sempre recitato. Da 8 giorni a 81 anni… Se non ci torno muoio di malinconia». Forse così è stato. Aveva già immaginato tutto Franca. «Penso al mio funerale e sorrido. Donne, tante donne, tutte quelle che ho aiutato, che mi sono state vicino, amiche e anche nemiche…Vestite di rosso che cantano “Bella ciao”». E in teatro Franca tornerà. Al Piccolo Grassi di Milano da stamattina alle 11 fino alle 9 di venerdì quando verrà portata allo Strehler, dove alle 11 Dario Fo ricorderà il suo amore, la compagna di tutta una vita.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.