Metodo Stamina: ma è giusto fare la sperimentazione?

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Oggi
Umberto Veronesi

Secondo lei ha fatto bene il governo a far partire un test per le staminali?

Elio. D.  Roma

Pur con tutta la comprensione umana per i genitori disperati, devo rispondere negativamente. A mio giudizio (e mi scuso se è un giudizio duro), nel decidere una sperimentazione ufficiale i nostri politici si sono fatti guidare dall’ormai consueto vizio di dare ascolto alla piazza. Evidentemente nessun politico ha gli anticorpi per resistere agli striscioni, imploranti e minacciosi allo stesso tempo, che urlano «lasciateci curare i nostri figli. Negli anni Settanta ci fu all’istituto dei tumori Pascale di Napoli una sperimentazione sul cosiddetto “siero Bonifacio”, autorizzata dall’allora ministro della Sanità Camillo Ripamonti, ed è storia recente la sperimentazione ufficiale della cura Di Bella. Entrambe le sperimentazioni dimostrarono l’inefficacia di queste cure “miracolose”, ma la cieca speranza dei malati e delle loro famiglie è purtroppo il terreno fertile per nuove avventure. Penso che anche la politica dovrebbe condividere con la scienza regole limpide e precise. Invece no. Si ripete per la cura con cellule staminali lo stesso canovaccio delle vicende Bonifacio e Di Bella. I giudici che entrano a gamba tesa per far ottenere la cura alle famiglie, un magistrato che invece scoperchia retroscena inquietanti, la comunità scientifica internazionale che avanza fondatissimi dubbi, le autorità sanitarie che dapprima resistono c poi cedono a una “rivolta” che ormai non è solo in piazza, ma anche in rete. Così, la sperimentazione si farà. Per svariati milioni di euro. Coinvolgendo strutture sanitarie e impegnando il tempo di esperti in malattie neurodegencrative. Voglio sperare che il trial non si appiattirà sulle “condizioni” già dettate dall’inventore della cura, ma non posso non rilevare che la sperimentazione appare già compromessa in partenza dalla mancanza di fiducia nella “neutralità” degli sperimentatori. Se i risultati saranno negativi, il verdetto della scienza sarà accettato? Oppure si parlerà, sempre secondo canovaccio, di “complotto” della scienza ufficiale? Che io sappia, vicende come questa non sono accadute in nessun altro Paese. Negli Stati Uniti c’è un registro ufficiale delle cure pseudoscientifiche (alcune migliaia, per il cancro e altre malattie) che non hanno mai dimostrato efficacia. Sarebbe il caso di pubblicarlo, affinché alla tragedia della malattia non si aggiunga la tragedia dell’illusione.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.