“Prima che le terapie a base di staminali possano essere disponibili per tutti coloro che ne hanno bisogno, esistono grandi ostacoli da superare. Ogni giorno laboratori di ricerca in tutto il mondo e anche in Italia cercano di risolverli per far diventare realtà questo tipo di terapie, ma senza illudere e dare false speranze ai pazienti come spesso avviene in alcuni Stati non regolamentati da norme in merito”. In questo contesto il metodo Stamina, al centro del dibattito nel nostro Paese, è “un’incongruità tutta italiana”.
Non hanno dubbi gli esperti del settore, ricercatori e clinici, riuniti ieri a Roma per confrontarsi con i rappresentanti delle istituzioni sull’impiego terapeutico delle cellule staminali. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i docenti universitari Michele De Luca, Paolo Bianco e i rettori Gianluca Vago, Luigi Frati.
“Le pressioni arrivate da web e giornali per l’improbabile finanziamento dell’applicazione di un non-metodo — si legge in un nota — impongono una riflessione tra ricercatori e rappresentanti delle istituzioni sui rapporti tra politica e scienza». Percorso scientifico e rispetto delle regole devono andare di comune accordo — è la sintesi del convegno — ma quest’unione necessaria è stata messa fortemente in dubbio durante il tormentato iter della legge sulla sperimentazione di Stamina. “C’è bisogno di trovare invece un metodo di lavoro, ma anche di tutela dalla pessima informazione emersa in trasmissioni di intrattenimento», ha sottolineato Michele De Luca, direttore del Centro medicina rigenerativa dell’Università di Modena e Reggio Emilia, mentre per Paolo Bianco, direttore del Laboratorio staminali dell’Università La Sapienza di Roma, «la frode che utilizza l’illusione delle cellule staminali è oggi un problema mondiale. In Italia però non si è distinta una frode da un metodo scientifico”.
II coordinatore scientifico dell’incontro,Yvan Torrente, co-fondatore del Centro interdipartimentale per la ricerca con cellule staminali (Unisistem) dell’Università degli Studi di Milano, ha messo in evidenza che «non esiste un solo tipo di cellule staminali. La complessità non può essere sminuita”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.