Rita Levi Montalcini
Nel programma genetico di tutti gli esseri viventi, incluso l’uomo, la morte è un processo naturale programmato, che assolve la morte stessa dalla definizione di evento crudele. Non è generalmente noto che la morte programmata, definita con il termine di “apoptosi”, colpisce centinaia di milioni di cellule, sia in via di sviluppo che nell’organismo adulto e come tale non è soggetta alla decisione umana. Il trattamento degli embrioni crio-congelati, considerato nel referendum per la revisione della legge 40, è quello che provoca maggiore dissenso. La loro produzione in sovrannumeero li sottopone alla possibilità di vivere o di morire.
Non considerando l’eventuale utilizzo e quindi anche la buona riuscita nell’impianto uterino, quale è il destino degli embrioni in sovrannumero?
Mi associo a quanto ha affermato, l’amico scienziato Renato Dulbecco, che gli embrioni precoci sono un esiguo “cumulo di poche cellule e che se lasciati a se stessi non potrebbero in alcun modo sopravvivere e svilupparsi