GENOVA – Occhi e telecamere puntati su Benedetto XVI, ieri mattina all’ospedale pediatrico Gaslini, per cogliere eventuali segni di irritazione dopo le parole del sindaco di Genova Marta Vincenzi al Corriere: «Il Papa è il benvenuto ma io difendo la laicità dello Stato». E a conferma di questo Vincenzi sabato pomeriggio è andata al presidio delle associazioni in difesa della legge 194. Invece Benedetto XVI ha sorriso e ha anche annuito nell’ascoltare l’inusuale messaggio del sindaco. Perché Vincenzi ha deciso di «parlare» al Papa, di entrare -nel merito delle questioni e di non limitarsi a un saluto di circostanza.
Noi – ha detto – come amministratori pubblici «perseguiamo il bene collettivo affinché i cittadini possano orientare le loro condotte di vita senza imposizioni o limitazioni improprie». Ha sottolineato come «favorire nuovi spazi di autonomia, libertà e responsabilità personali sia il miglior modo per aiutare la stabilità sociale». «Lo sforzo – ha concluso – è quello di ribadire principi evitando di trasformare l’etica in un campo di lotta politica». Il riferimento – con le dovute cautele imposte dal protocollo – è ancora alla legge sull’aborto, agli interventi della Chiesa sulla 194 e all’utilizzo delle ragioni etiche della Chiesa nello scontro fra parti politiche. Per dare forza alle sue parole il sindaco ha citato il teologo evangelico tedesco Bonhoffer: «Il comportamento etico non è stabilito in partenza e una volta per tutte, quindi in linea di principio, ma nasce con la situazione data». E ha citato un secondo passo del teologo, morto in campo di concentramento, sulla missione dei fedeli laici, sulla responsabilità della coscienza e sul «rispetto delle rispettive competenze».
Se c’è stata irritazione nell’entourage papale non è trapelata (anche se si può ipotizzare, il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone era piuttosto accigliato), quanto a Benedetto XVI è stato perfino cordiale con il sindaco con cui ha scambiato parole di ringraziamento per l’accoglienza. Nel suo intervento davanti ai piccoli malati, alle famiglie e al personale medico del Gaslini il Pontefice ha sottolineato come l’ospedale pediatrico sia «un santuario della vita e un santuario della famiglia» e come il suo fondatore abbia voluto «che l’ispirazione cristiana dell’Istituto non venga mai meno». Un caso che proprio in quel momento le campane del- la cappella del Gaslini abbiano iniziato a suonare fra la costernazione dei frati. C’è chi ha trovato spericolato l’intervento del sindaco: «Non mi sembra il caso di confrontarsi con il Papa, un grande teologo, sul piano dell’etica», ha commentato il vicepresidente della Regione Liguria Massimiliano Costa (area cattolica del Pd). Il quale non ha approvato neanche la presenza di Vincenzi al presidio per la 194: «C’è un tempo per ogni cosa, e quello non era il momento giusto. Benedetto XVI è venuto a Genova e ha affrontato grandi temi universali, non è venuto a parlare della 194. A volte guardiamo solo il nostro ombelico».
La visita papale non ha avuto imprevisti. Nel pomeriggio il Pontefice ha celebrato la Messa in piazza della Vittoria, davanti a cinquantamila persone, dove ha ringraziato «le autorità civili per l’accoglienza e per il fattivo sostegno che hanno prestato alla preparazione e all’organizzazione di questo mio pellegrinaggio». Un riconoscimento gentile per le spese per la visita che a Genova hanno sollevato qualche mugugno.
L’appello del sindaco al Papa: l’etica non sia lotta politica
di Erika Dellacasa
