Perché in occidente non si eleggono scienziati nei parlamenti? Proviamo a riprendere da un altro punto di vista la riflessione (vedi Domenica del 12 gennaio) del presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei Lamberto Maffei, il quale mostrava appunto la bassissima presenza di competenze scientifiche nel parlamento italiano. Un paio di anni fa un matematico si fece la domanda, scrivendo sul «New York Times», ipotizzando che vi fosse un rapporto tra il fatto che le economie di Singapore e della Cina nei recenti decenni sono cresciute enormementee la presenza ai vertici politici di quei Paesi di scienziati o ingegneri. (L’autore dell’articolo, John Allen Paulos, è famoso, tra l’altro per volumi come Un matematico legge igiornali, Un matematico gioca in borsa, fino a risalire al suo dassico In numeracy, che risale al 1988: tutti libri assai avvertiti sul cattivo uso che si può fare dei numeri.
E questo sia detto, a mo’di premessa, per fugare ogni accusa tecnoaatica nei suoi confronti, perché si tratta di un autore la cui intera opera è un avvertimento sugli usi scorretti che i media e la politica possono fare della scienza. Quando, appunto, non la conoscono.) Dunque, presidente e primo ministro di Singapore sono dei matematici, e gran parte dei funzionari pubblici del governo cinese hanno una formazione scientifica e tecnologica. Gli Stati Uniti hanno almeno un ufficio e un consulente per le questioni scientifiche a disposizione del Presidente. E questo dal 1957, quando i sovietici lanciarono lo Sputnik e il governo statunitense capi che servivano competenze scientifiche e tecnologiche a disposizione percapireecompetere nel mondo della conoscenza. Però tra i Paesi occidentali non tutti hanno un ufficio di consulenza scientifica.
Sarà un caso, ma sono soprattutto quelli di tradizione anglosassone ad averlo: Gran Bretagna, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda (si sa, la tradizione protestante, la cultura empirica, il pragmatismo, eccetera, ma non insistiamo su cose note). La Germania forse non ne ha bisogno, dato che Angela Merkel ha una laurea in chimica fisica. Ma l’Italia? Da noi ci sarebbe urgente necessità, anche alla luce di casi come Stamina, o delle molte insensatezze che si dicono e soprattutto si fanno in termini di decisioni e leggi su ogm, sperimentazione animale o politica della ricerca.
In attesa di capire, nei prossimi giorni, se il Senato riuscirà a riformarsi, o a rinascere dalle sue ceneri, come il Senato anche delle conoscenze, della cultura e dei saperi su cui insistiamo da mesi in queste pagine, non del tutto inascoltati, lanciamo un’altra idea, invitando anche la comunità scientifica a ragionarci: perché la presidenza del Consiglio non stringe una collaborazione con il mondo scientifico i cervelli del Paese che nel mondo ci invidiano creando subito un ufficio perla consulenza sui temi e le politiche della scienza e dell’innovazione?

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.