La relazione scandalo su Ilva e tabacco trasmessa alla Regione da 15 giorni

Corriere della Sera
G. Fas.

Non è ancora tempo di archiviare l’ultima polemica che riguarda l’Ilva di Taranto. Ha tenuto banco anche ieri la bufera politica scatenata dalla relazione di quattro consulenti che il commissario straordinario Enrico Bondi ha fatto sua e ha inviato ai vertici regionali pugliesi e nella quale si dice che le cause del tumore ai polmoni dei tarantini sono da ricercare nel «fumo di tabacco e nell’alcol nonché nella difficoltà nell’accesso a cure mediche e a programmi di screening». Nuovi commenti e altre richieste di dimissioni del commissario che ha fatto sapere: «Ho ritenuto doveroso inoltrare quella relazione come contributo al procedimento avviato dalla regione Puglia». Mentre da Bruxelles la Commissione europea chiede all’Italia nuovi documenti sullo stabilimento tarantino, Bondi assicura di non aver «mai detto, né scritto che il tabacco fa più male delle emissioni dell’Ilva». E precisa che «le emissioni inquinanti dello stabilimento hanno avuto, come risulta da indagini scientifiche e dagli accertamenti disposti della magistratura, rilevanti impatti anche sanitari». Dopo averne chiesto le dimissioni il governatore Nichi Vendola torna ad attaccare duramente il commissario: «Credo che le parole avventate di Bondi siano un altro esempio dell’arretratezza culturale delle classi dirigenti e del capitalismo nostrano» dice. Eppure fra i due non era andata così male venerdì scorso in una riunione (la prima) convocata dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando proprio per mettere attorno al tavolo tutte le parti che si occuperanno del risanamento dell’Ilva. La relazione che adesso è la pietra dello scandalo, Bondi l’aveva trasmessa a Vendola e ai vertici regionali per l’Ambiente quindici giorni prima ma la questione, nella riunione, è stata ignorata.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.