Domani al Consiglio dei ministri sarà presentato il decreto che darà il via libera alla fecondazione eterologa in Italia. Non sarà prevista la possibilità di scegliere o di garantire, da parte del centro, la compatibilità del colore di pelle e occhi del nascituro con quello della coppia ricevente i gameti donati. Lo dichiara la titolare della Salute, Beatrice Lorenzin.
Il decreto del ministero della Salute che darà il via libera alla fecondazione eterologa in Italia – come sentenziato dalla Cassazione che ha cancellato il divieto introdotto dalla legge 4o – verrà presentato domani al Consiglio dei ministri. E già si annuncia battaglia. Non sarà prevista, infatti, la possibilità di scegliere, o comunque di garantire da parte del centro, la compatibilità del colore di pelle e occhi del nascituro con quello della coppia ricevente i gameti donati. Lo dichiara colei che il decreto lo presenterà. La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, anticipa il testo su questo specifico punto: «Il discorso della compatibilità non è previsto. Il mio decreto è di un articolo e consente di far partire l`eterologa su tutto il territorio nazionale applicando le direttive europee e con controlli certi e chiari perché non si ripetano casi come i gemellini scambiati a Roma. Le linee guida saranno presentate in seguito. Il discorso della compatibilità se vuole farlo, lo introduca il Parlamento. Per quanto mi riguarda sono contraria: questa si chiama discriminazione razziale. Non se ne parla, sarebbe anti- costituzionale. E come se chi adotta un bambino lo potesse scegliere. Lo impedisce la legge. Mica siamo al supermercato». Lorenzin ha poi aggiunto che «in meno di un mese e mezzo sarà possibile fare la fecondazione eterologa su tutto il territorio nazionale negli ospedali pubblici con il ticket, come avviene già per l`omologa». Con il rischio, però, di innescare una nuova situazione all`italiana dove una Regione potrebbe applicare la possibilità di ammettere la compatibilità di scelta e un`altra no. A livello internazionale questa possibilità esiste e qualche ricorso poi potrebbe partire perché anche le linee guida presentate al ministero dagli esperti delle società scientifiche di procreazione assistita sono chiare al riguardo. In sintesi, «non è possibile scegliere le caratteristiche del donatore» ma «il centro deve garantire compatibilità di colore della pelle, gruppo sanguigno e colore di capelli e occhi per la coppia che riceve». E uno dei principi sostenuti dalle Società che hanno fatto parte del tavolo tecnico convocato dalla Lorenzin «anche per facilitare l`accetta- zione del nascituro da parte dei genitori e del contesto sociale in cui crescerà e vivrà, permettendo al bambino uno sviluppo psico -emotivo sereno ed equilibrato». Inoltre, «in un contesto di globalizzazione come quello attuale in Italia – rileva Elisabetta Coccia, presidente di Cecos Italia, l`associazione che raggruppa i maggiori Centri italiani privati e convenzionati di fecondazione assistita – è giusto garantire tale principio della compatibilità anche alle coppie appartenenti ad altre etnie e residenti nel nostro Paese». A tal fine, conclude l`esperta, «si prevede anche il ricorso alla rete internazionale delle banche per la donazione dei gameti». Replica Eugenia Roccella, parlamentare Ncd e vicepresidente della commissione Affari Sociali della Camera: «Questa si chiama selezione della razza e dei canoni estetici. Insomma, c`è stato detto che, come per l`adozione, ricorrere all`eterologa era un gesto d`amore, e che al bambino serve solo l`amore dei genitori. Un amore, però, condizionato al colore della pelle: lo amiamo solo se è bianco, se è nero non lo vogliamo?». Critica verso la ministra, invece, l`avvocato Filomena Gallo, segretario dell`associazione Luca Coscioni: «Nell`applicazione delle tecniche con donazione di gameti, secondo gli esperti, i medici dovranno necessariamente rispettare il principio della “compatibilità” che attiene le caratteristiche somatiche e il gruppo sanguigno il più compatibili possibili con quelle della coppia ricevente. Tutto ciò viene attuato a livello internazionale ed è necessario nell`interesse dello sviluppo psico-emotivo sereno ed equilibrato dei bambini che nasceranno. Non si tratta di una pratica eugenetica o razzista ma è una scelta ragionevole volta non a selezionare il “miglior” bambino ma a rendere più facile la sua esistenza. Se il ministro Lorenzin vuole vietare tutto ciò interviene nella sfera di competenza del medico e la Corte Costituzionale ha già chiaramente precisato che in questa materia deve essere il medico e non il legislatore a decidere come procedere». Insomma, la battaglia continua.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.