Garantire piena applicazione della legge 194 su tutto il territorio, attivarsi perché l’aborto farmacologico sia assicurato come opzione a tutte le donne, promuovere un monitoraggio dell’attuazione della norma in tutte le Regioni per avere dati certi e affidabili, ridare centralità ai consultori familiari. A 35 anni dall’approvazione della legge sull’Ivg – il cui bilancio, secondo gli esperti dell’Iss, è più che positivo – l’Aula della Camera ha approvato sette mozioni che impegnano il Governo a difendere l’applicazione della legge nonostante il dilagare dell’obiezione di coscienza tra gli operatori (quasi il 70% dei ginecologi, con percentuali che sfiorano il 100% in alcuni ospedali). II tema ha scaldato gli animi, con Scelta Civica che si è spaccata presentando due mozioni: la prima, a firma Irene Turagli e centrata sulla tutela del funzionamento del servizio Ivg, ha avuto il via libera della Camera; la seconda, a tutela del diritto all’obiezione «senza alcuna discriminazione di obiettori e non obiettori», proposta da Paola Binetti, è stata bocciata. La doppia mozione è stata «un errore politico», ha commentato Federico Adornato, convinto che una sintesi tra le due posizioni fosse non solo possibile ma doverosa e averne proposte due ripropone «una guerra laici-cattolici che si colloca alla retroguardia di una moderna formazione politica». Diverso il giudizio del sottosegretario Ilaria Borletti: «Scelta Civica ha sempre garantito sui temi sensibili libertà di coscienza Piuttosto che sintesi forzate e spesso fasulle è più corretto rispettare le diverse posizioni emerse». In ogni caso la Camera ha scelto di privilegiare la strada della difesa della 194, affinché il ricorso sempre più massiccio all’obiezione non pregiudichi il diritto ai servizi per l’Ivg. «La maggioranza – ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali – ha confermato che la 194 è un diritto acquisito e così la sua piena applicazione, riconoscendo la possibilità dell’obiezione e il diritto delle donne di avere accesso alle strutture sanitarie e alla Ivg».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.