Intervista a Filomena Gallo, Presidente di “Amica cicogna”

Nello Trocchia
Promuovere l’incontro tra le ragioni della scienza e l’opinione pubblica. Con questo spirito si è svolto il dibattito alla Federazione Stampa Italiana sul tema “Tra etica e scienza : verso il referendum?”. Un incontro seminario che ha provato a indirizzare le ragioni e i contenuti scientifici della materia referendaria nell’agenda mediatica e pubblica. Un tentativo di uscire dalla elitaria competenza accademica per favorire la diffusione e la comprensione degli aspetti più tecnici e proibizionisti della legge 40. A margine del convegno abbiamo incontrato Filomena Gallo, presidente di “Amica Cicogna”.

Filomena Gallo, la sua associazione, insieme a “Cerco un bimbo”, ha promosso questo incontro, quali le ragioni?
«Fare chiarezza. La legge 40 spesso viene riferita solo alle coppie sterili, riguarda ,invece, tutte e tutti gli italiani, perchè la sterilità è una malattia; riguarda la ricerca scientifica, e quindi il futuro dell’Italia che forse domani sarà costretta a comprare tecnologia all’estero. La legge è difficile da spiegare, così come i quesiti referendari; questo ruolo deve essere svolto dai giornalisti, favorendo l’incontro della pubblica opinione con il mondo della scienza».

Cosa accadrebbe se dovessero vincere i sì, teme un colpo di coda del legislatore?

«Io preferisco non entrare in questioni politiche. Il governo ha approvato questa legge e noi , già, interveniamo su una sua scelta, io mi auguro che ci siano solo una valanga di sì».

La scelta del 12-13 giugno come data per le elezioni può essere letta come un boicottaggio del referendum?

«Noi avremmo preferito avere il referendum a fine maggio. Abbiamo la data del 12 giugno e noi stiamo lavorando per quella data. Tra l’altro bisogna precisare che le persone che sono in vacanza possono votare, basta avere un documento e il certificato elettorale, in ogni sezione ci sono delegati che fanno votare i non residenti».

Come giudica il livello di attenzione dei media sulla campagna referendaria?

«Scarsa. I sostenitori della legge 40 hanno sicuramente più mezzi di noi. Noi , come associazione, non abbiamo possibilità di fare pubblicità, noi adoperiamo il passa parola. I giornalisti dovrebbero ascoltare il nostro sentire, le nostre ragioni, la nostra testimonianza che invita a votare per non rinunciare a tutele e diritti che non possono essere negati».

Gli ultimi sondaggi indicano una percentuale di indecisi che potrebbe risultare decisiva, come li convincerebbe?

«Io penso che gli indecisi siano intelligenti, io sono rammaricata per chi ha una verità assoluta, ma gli indecisi che hanno voglia di informarsi sono una risorsa in più che noi abbiamo il compito di intercettare».

E’ appena stato presentato il manifesto della vostra associazione “Scegliamo di scegliere”, quali le linee guida?

«Questioni delicate come la salute e la vita sono questioni fondamentali, che non sono demandabili ad altri. Ciascuno deve assumersi questa responsabilità andando a votare. Il manifesto ribadisce che la partecipazione al referendum è un impegno civile irrinunciabile per tutte e tutti».

La sua associazione ha presentato il sondaggio sull?orientamento religioso di chi accede alla Procreazione assistita, quali i risultati?

«Si evince che la maggior parte delle coppie sono cattoliche, hanno una fede religiosa. Una fede che vive anche nella loro scelta di accedere a tecniche di procreazione medicalmente assistita».